
UNITA' SINDACALE Si ispira al pieno rispetto ed osservanza del metodo democratico in ogni sua espressione interna ed esterna. 
UNITA' SINDACALE Persegue l’obiettivo della stabilità occupazionale quale valore per la persona, la famiglia e la società. 
UNITA' SINDACALE Si impegna per restituire ai giovani prospettive e dignità, nella convinzione che proprio attraverso di loro sia possibile rilanciare il futuro del nostro Paese. 
UNITA' SINDACALE Opera per il superamento di ogni discriminazione, con l’obiettivo di garantire parità di trattamento ed uguale dignità ad ogni diversità. 
UNITA' SINDACALE Promuove la responsabilità sociale dell’impresa ed i temi della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. 
UNITA' SINDACALE Ritiene che vadano perseguiti e tutelati tutti quei valori utili a garantire identità, ruolo e professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. 
UNITA' SINDACALE E'convinta che il profitto non possa e non debba prevalere sul diritto a lavorare in modo dignitoso. 
UNITA' SINDACALE Crede nei valori della “democrazia economica” per la sua rilevanza in termini di soggettività sociale. 
UNITA' SINDACALE Considera un impegno inderogabile assicurare al lavoro prestato una giusta, garantita e trasparente remunerazione. 
UNITA' SINDACALE E' convinta che le risorse a disposizione del sistema bancario debbano essere canalizzate in processi produttivi capaci di produrre una “ricchezza” stabile e sostenibile nel medio - lungo periodo.
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Editoriale PB - Cancellare Diritti per creare lavoro

Il dibattito di queste settimane si è incentrato sui grandi temi delle liberalizzazioni e della riforma del mercato del lavoro. Il tema della modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, in particolare, torna ad assumere un ruolo centrale nel dibattito politico e sindacale. Ma procediamo con ordine.
La prima riflessione che si propone è sulla errata e deviante equazione che spesso viene posta alla base dei ragionamenti, tra liberalizzazioni ed efficienza, tra liberalizzazioni e progresso, tra liberalizzazioni ed un automatico “ritorno positivo” per i cittadini.
Un’ulteriore riflessione che è necessario proporre fin da subito è se, alla luce delle esperienze fin qui vissute, sia stata proprio la mancanza di “libertà ad operare” a creare le inefficienze ed i disagi che troppo spesso hanno colpito e tuttora attanagliano il nostro Paese o se, invece, non si tratti di problematiche che vanno affrontate in maniera più articolata.
COMUNICATO STAMPA
“Siamo seriamente preoccupati dall’evolvere delle dinamiche economiche e creditizie che stanno interessando il nostro Paese e, più in generale, l’Europa” dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea, Aleardo Pelacchi.
Come è stato evidenziato dalla stessa Associazione Bancaria Italiana, negli ultimi mesi, è stato registrato un progressivo rallentamento nella concessione di credito alle famiglie ed alle imprese che ci induce a lanciare un allarme di un possibile credit crunch che, colpendo principalmente la piccola e la media impresa, porterebbe al collasso quella “economia reale” che costituisce l’unico volano per una ripresa sostenibile.
“Vogliamo ricordare – continua Pelacchi – che Unisin aveva manifestato, proprio all’ABI, in un lettera dello scorso mese di dicembre, l’auspicio che il finanziamento della Banca Centrale Europea potesse consentire alle banche di risolvere i problemi di funding e continuare ad erogare i finanziamenti necessari alle imprese che, proprio in questa fase recessiva, hanno bisogno di maggior sostegno e non di una stretta creditizia.”
“Occorre ridare fiducia – aggiunge Pelacchi – alle imprese ed ai lavoratori. Ai lavoratori garantire quella stabilità che non deve essere messa in discussione con un riforma del mercato del lavoro che, se dovesse dar corso ad una pericolosa deregolamentazione, andrebbe a colpire l’occupazione e le forme di sostegno al reddito, non generando, nel contempo, alcun beneficio in termini di produttività. Alle imprese garantire l’accesso al credito affinché tornino ad investire poiché non va sottovalutato anche l’altro segnale preoccupante che è quello della minor richiesta di credito che proviene proprio da alcuni settori del mondo produttivo. “
“In sintesi – conclude Pelacchi – a livello europeo è necessario che le autorità competenti, come ad esempio l’EBA, in considerazione di un ciclo economico che non dà segni di ripresa, non penalizzino le banche che mostrano una maggiore vocazione commerciale; nel nostro Paese le parti sociali e lo Stato devono farsi carico, congiuntamente, della crescente instabilità, a livello sociale, generata dal protrarsi dell’attuale grave situazione di crisi.”
Roma, 20 febbraio 2012
VICENDA ETERNIT
La sentenza del Tribunale di Torino sulla vicenda Eternit è un provvedimento storico perché, al di là della condanna esemplare, riconosce, forse per la prima volta, la responsabilità degli amministratori nel campo della tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Con questa sentenza è stato sanzionato, in modo chiaro ed inequivocabile, la mancata adozione, da parte dell’azienda, di misure e cautele indirizzate alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Al riguardo UNISIN ricorda come la ricerca del profitto e la necessità di rendere competitive le aziende sui mercati spesso determina la riduzione degli investimenti in tema di sicurezza del lavoro, ritenendoli frequentemente un costo inutile e non remunerativo.
Anche nel campo dei Lavoratori del Credito, UNISIN in più occasioni ha evidenziato la scelta di numerose aziende di adottare sistemi di sicurezza volti alla protezione dei beni materiali, nel caso specifico il denaro, trascurando la tutela psico-fisica dei dipendenti ed anche della clientela, che – sempre più spesso - si trovano esposti più facilmente al rischio di rapine “violente”.
Anche se per arrivare ad una simile conclusione ci sono voluti anni e purtroppo migliaia di vittime, Unità Sindacale FALCRI-SILCEA auspica che il pronunciamento del Tribunale di Torino diventi uno stimolo importante in tutti gli ambienti di lavoro, tale da garantire in primis e migliorare poi la qualità ed il rispetto delle normative in tema di salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Roma, 16 febbraio 2012
LA SEGRETERIA NAZIONALE
L'ART.18 AUMENTA LA PRODUTTIVITA'
COMUNICATO DELLA SEGRETERIA REGIONALE FALCRI EMILIA ROMAGNA - CENTRO STUDI "FRANCO ROVINA"
Da quando, nel 1997, fu introdotto il cosiddetto "pacchetto Treu" e la precarietà ha fatto il suo prepotente ingresso nel mondo del lavoro italiano, si è registrato un continuo e sempre più marcato crollo della produttività.
BOLLETTINO NUM.1/2012
BOLLETTINO CENTRO STUDI DIRITTO & LAVORO
Milleproroghe p. 2
Il futuro del lavoro interinale p. 4
Gruppo societario e rapporto di lavoro p.8
Pubblico, i risparmi di spesa per la contrattazione p. 10
MODELLO FIAT Si riparte dall’auto. Dopo il 28 giugno, dopo l’art. 8. In una sentenza
del Tribunale di Torino, il nuovo assetto di contrattazione alla prova
dell’accordo del Gruppo Fiat. Dove tutto era iniziato.
COMITATO DIRETTIVO UNITA' SINDACALE
DOCUMENTO CONCLUSIVO
Nella giornata del 7 febbraio 2012 si è riunito in Roma il Comitato Direttivo di Unità Sindacale per le valutazioni conseguenti alla sottoscrizione dell’Accordo di rinnovo del CCNL 8 dicembre 2007. Il Comitato Direttivo, sentita la dettagliata relazione della Segreteria Nazionale in merito ai contenuti dell’accordo ed alla situazione politica che si è sviluppata durante tutte le fasi negoziali del rinnovo, APPROVA ALL’UNANIMITA’ l’operato della Segreteria Nazionale e quanto dalla stessa comunicato con la circolare del 19 gennaio 2012.
Roma, 8 febbraio 2012
LA SEGRETERIA NAZIONALE
LENTE D'INGRANDIMENTO
07.02.12 - Da Facebook – Gruppo aperto LAVORO E DIGNITA’
Baby Fornero, due poltrone all'università di mammà.
La figlia del ministro prof. associato a Torino e responsabile di una fondazione.
Elsa: posto fisso per tutti un'illusione.
Non uno, ma due lavori tutti vicino, molto vicino a mammà. Lei si chiama Silvia Deaglio ha 37 anni ed è la figlia del ministro del Welfare Elsa Fornero e del giornalista-prof Mario Deaglio. Silvia è professore associato alla facoltà di medicina dell'Università di Torino e, allo stesso tempo responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana.
“Le strane coincidenze” - come scritto da Libero. La figlia del ministro ha cominciato a insegnare medicina, a soli 30 anni, proprio nella stessa università in cui insegnano economia il padre Mario e la madre neoministro. Inoltre è responsabile di “Human Genetics Foundation” che guarda caso, è stata creata dalla Compagnia di San Paolo di cui la Fornero era vicepresidente dal 2008 al 2010, dall’università di Torino in cui insegnano i genitori e dal Politecnico di Torino il cui rettore era nel consiglio direttivo della Fondazione, fino a che non è diventato ministro dell’Istruzione con il nome di Francesco Profumo.
L’ART. 18 NON SI TOCCA!!
E’ di grande e drammatica attualità il dibattito di questi giorni tra Sindacati, Confindustria ed il Ministro Fornero riguardante l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.
Ricordiamo che l’art. 18 ha come unica funzione quella di impedire che un datore di lavoro possa licenziare un proprio dipendente senza alcun giustificato motivo e senza una giusta causa.
Ricordiamo anche che in TUTTI gli altri casi di licenziamento l’art. 18 non può intervenire né essere in alcun caso utilizzato.
A dimostrazione basti pensare che nell'ultimo anno si sono persi 800.000 posti di lavoro per i quali, laddove si tratti di licenziamenti, non si è potuto utilizzare l’art. 18. Non è quindi così vero che in Italia le imprese non possono licenziare a causa dell’art. 18!
Ci saremmo aspettati che il nuovo governo aprisse una robusta discussione con i sindacati per vedere di trovare il modo di rilanciare rapidamente le industrie in crisi, o di svilupparne di nuove per restituire il lavoro ai giovani, ai precari ed ai disoccupati.








