COMUNICATO STAMPA – CONTINUIAMO A DIFENDERE CINQUANT’ANNI DI CONQUISTE SINDACALI

Grande adesione delle lavoratrici e dei lavoratori di EQUITALIA alle iniziative di lotta

Siamo pronti a organizzare una mobilitazione nazionale dei lavoratori e/o dei presidi dimostrativi dinanzi al Ministero dell’Economia di Via XX Settembre a Roma organizzato dai quadri sindacali ed a intraprendere una serie di azioni legali contro Equitalia”.

È quanto minaccia di fare il Coordinamento Nazionale Riscossione Tributi di UNITÀ SINDACALE /CONFSAL in seguito all’applicazione della legge 122/2010 anche alle società di riscossione, provvedimento che, al fine di contenere la spesa pubblica, blocca per i prossimi tre anni gli scatti contrattuali del personale in servizio presso le pubbliche amministrazioni e le società controllate dallo Stato.

Questa legge” – proseguono i responsabili del Coordinamento Nazionale – “come da pareri di eminenti studi giuslavoristici, è giuridicamente inapplicabile al settore della riscossione, in quanto nelle società di Equitalia è da sempre in vigore il contratto afferente quello in essere nel settore del credito e non quello del pubblico impiego. La sua applicazione nel settore della riscossione tributi rappresenta quindi un vero e proprio attacco alla libera contrattazione, che non si può certamente far passare sotto silenzio”.

“Il decreto si riferisce espressamente ai dipendenti con trattamento economico complessivo previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche e i nostri lavoratori”, sottolinea ancora UNITÀ SINDACALE/CONFSAL, “non rientrano nella categoria, anche se dipendono da una società controllata dallo stato”.

 

Nonostante ciò, in base alla circolare di dicembre emanata dal ministero dell’Economia, le disposizioni di legge a partire da gennaio sono già divenute operative in tutte le società di riscossione e di conseguenza i circa 9000 dipendenti di Equitalia si sono visti bloccare ogni automatismo economico: dagli scatti di anzianità ai premi fedeltà.

 

Intanto, dopo l’effettuazione di ripetute astensioni dal lavoro in tutte le aziende del gruppo – che hanno visto una grandissima partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori – e in attesa di dar vita a iniziative più dure per protestare contro l’applicazione del provvedimento, UNITÀ SINDACALE / CONFSAL e le altre Organizzazioni Sindacali hanno sospeso il confronto con Equitalia sul Piano industriale 2011-13, che dovrebbe portare alla fusione delle attuali 17 società operanti nel campo della riscossione in tre macro-società (Nord, Centro e Sud Italia) al fine di ottimizzare i costi di gestione.

Finché il problema non sarà risolto in modo corretto e rispettoso della dignità di chi lavora con grande serietà e professionalità – come testimoniato dai risultati conseguiti dal Gruppo Equitalia anche nell’ultimo anno – UNITÀ SINDACALE/CONFSAL continuerà a lottare con tutti i mezzi a propria disposizione a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.”

Nei prossimi giorni, intanto, sono già programmate altre ore di sciopero.

Roma, 6 aprile 2011

 

Coordinamento Nazionale Riscossione Tributi

LA SEGRETERIA NAZIONALE

UNITÀ SINDACALE