COMUNICATO ALLE STRUTTURE UNISIN

La disdetta unilaterale, da parte dell’ABI, dell’accordo del 24 gennaio 2001 relativo all’accesso volontario al Fondo di Solidarietà, rappresenta un fatto grave che non favorisce il dialogo e determina l’inevitabile interruzione delle relazioni sindacali a tutti i livelli.

Le argomentazioni addotte dall’ABI, sia per ciò che concerne il rinnovo del contratto nazionale che per la gestione del Fondo di Solidarietà, si basano su una lettura parziale dei dati e per questo vanno rigettate.

La nostra Organizzazione ha fornito una propria lettura del quadro di riferimento economico e normativo nel quale la categoria si appresta a rinnovare il CCNL – inviata a tutte le strutture e comunque consultabile nel sito www.unisin.it, oltre che in quelli delle rispettive Sezioni –. Questa analisi porta a conclusioni diverse e, comunque, tende ad affermare con forza che la soluzione dei problemi non si può trovare, ancora una volta, nella mera riduzione del costo del lavoro.

Respingiamo, inoltre, la presunta necessità, da parte dell’ABI, di agganciare gli aumenti contrattuali all’incremento della produttività. A questo proposito è necessario ricordare che – oltre a essere, la cosa, eticamente improponibile – esistono  degli accordi tra Governo e Parti Sociali, intervenuti dopo l’abolizione della scala mobile e in alternativa a questa, che prevedono il recupero automatico del potere d’acquisto dei salari e che non possono essere disattesi a discrezione datoriale.

La sfida che ci attende è fondamentale, perché è in gioco il futuro stesso della categoria. Tutte le Parti Sociali debbono unirsi nello sforzo di fronteggiare al meglio quello che si configura come un attacco, da parte datoriale, senza precedenti nel recente passato.

Per questo riaffermiamo i valori di unitarietà e di solidarietà dell’intera Categoria, quanto mai importanti soprattutto in momenti di grande criticità come quello che stiamo vivendo.

Unità Sindacale non accetterà soluzioni che penalizzino i lavoratori e non contengano risposte alle proposte avanzate nella propria piattaforma.

Per superare questo momento di chiusura e di forte divergenza riteniamo necessaria l’apertura di un tavolo che si occupi di tutte le tematiche del settore, alla luce delle richieste contenute nelle piattaforme di rinnovo.

Nel caso in cui, al contrario, lo scontro dovesse proseguire, saranno avviate  tutte le  iniziative più opportune sia a livello nazionale che a livello locale, di concerto con la CONFSAL, per unire gli interessi della categoria e della clientela, che sono poi i principali stakeholder del settore, per realizzare quel modello di banca che il Paese e il suo tessuto sociale richiedono.

Nel frattempo invitiamo le Strutture a sollecitare tutte le lavoratrici ed i lavoratori al rigido rispetto delle normative in essere.

Vi informiamo che il prossimo numero di “Professione Bancario” conterrà il testo integrale della nostra Piattaforma per il rinnovo del CCNL e che è in corso di definizione il “volantone” per le assemblee.