COMUNICATO – IL RINNOVO DEL CCNL DEVE GARANTIRE IL RECUPERO DEL POTERE D’ACQUISTO DEI SALARI

Trimestrali positive confermano il trend di ripresa iniziato nel 2010.

Il rinnovo del CCNL deve garantire il recupero del potere di acquisto dei salari

Il resto…solo dichiarazioni ad effetto !!!

 

Inaccettabile ed immotivata la posizione espressa dai vertici dell’Abi nel corso del Convegno “ HR 2011” del 16 e 17 Maggio dove è stata ulteriormente ribadita la posizione  datoriale di legare gli aumenti salariali alla produttività facendo intendere che il recupero del tasso di inflazione e quindi, del potere di acquisto dei salari, è oramai una pratica vetusta!

Unità Sindacale respinge con fermezza una simile impostazione e considera fuori discussione il recupero del potere di acquisto dei salari per come già riconosciuto dalle intese nazionali già sottoscritte dalle parti sociali e dal Governo e risponderà con fermezza a quello che si profila come  un vero e proprio attacco a diritti già acquisiti dai lavoratori.

Unità Sindacale mette di nuovo in evidenza l’annoso tema dei bonus al top management, ricorda l’intervento del Governo a sostegno del sistema bancario tramite il Milleproroghe e la revisione dei tassi antiusura ed, inoltre, intende accendere i riflettori su alcuni dati relativi al trend di ripresa che il settore conferma (andamento già in corso nel 2010 rispetto al 2009) con la pubblicazione delle prime trimestrali 2011.

La produttività del sistema bancario è legata al sistema-Paese e l’Italia, purtroppo, non cresce abbastanza: ci sono problemi di carenze infrastrutturali, di consumi interni, di equità e di “cuneo fiscale”, ma nonostante tutto, le Banche fanno utili. Raccolta in crescita, impieghi in crescita, margine di intermediazione in crescita, portafoglio titoli di proprietà in crescita! Accantonamenti per crediti deteriorati in diminuzione, costi del personale in diminuzione!

E’ del tutto evidente che non è così necessario negare il recupero salariale alle lavoratrici ed ai lavoratori per impostare un nuovo modello organizzativo e distributivo!!

La redditività delle nostre banche, i cui attivi sono legati più direttamente all’andamento dell’economia reale e non alle bolle speculative (data una maggiore percentuale di impieghi rispetto all’attivo ed una minore esposizione finanziaria sui mercati) ha seguito questa dinamica dando stabilità all’intero Paese, come evidenziato un po’ da tutti.

Unità sindacale è convinta che è ora di finirla con paragoni e confronti con chi fa banca in maniera differente assumendo maggiori rischi.

Inoltre, Unità Sindacale, ricorda a chi propone di legare il recupero salariale alla produttività, che nel 1999 il Sindacato concesse fiducia alla parte datoriale con l’impegno alla restituzione del cosiddetto “assegno del risanamento”, ma la maggiore produttività, in particolare, del periodo 2003-2006, andò a beneficio degli azionisti ed del top management (vedi il tema delle stock options). Allora la categoria fu chiamata allo sciopero per la mancata applicazione delle norme contrattuali.

Unità Sindacale è convinta che occorre evitare di continuare ad “alzare il tiro” se si vogliono evitare le contrapposizioni estreme, tanto più se si sostengono posizioni che contraddicono i dati pubblicati.

Unità Sindacale ritiene che è necessario avviare un confronto serio e trasparente su contenuti e su progetti e che Le Piattaforme di rinnovo contrattuale  devono essere il punto da cui ripartire.

Le parti dovranno valorizzare l’elemento lavoro e non mortificarlo, dovranno accompagnare il processo di rinnovamento dell’intero sistema con l’obiettivo di renderlo sempre più vicino al Paese ed alle sue esigenze e devono cessare di emettere proclami che non portano a nulla di positivo.

Unità Sindacale è convinta che è tempo di avviare un confronto serio a tutto campo, basato su dati certi e su progetti sostenibili nel tempo. Il resto…solo dichiarazioni ad effetto!!!

 

Roma, 18.5.2011

LA SEGRETERIA NAZIONALE