DICHIARAZIONE STAMPA DEL SEGRETARIO GENERALE DI UNITA’ SINDACALE

COMUNICATO STAMPA  DEL SEGRETARIO GENERALE ALEARDO PELACCHI

LA SEGRETERIA NAZIONALE DI UNITA’ SINDACALE FALCRI SILCEA/CONFSAL  SI E’ RIUNITA A ROMA MARTEDI 28 GIUGNO PER DISCUTERE DEL FONDO DI SOLIDARIETA’

Oggi la Segreteria Nazionale di Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal si è riunita per affrontare le tematiche del Fondo di Solidarietà. La disdetta, operata  dall’ABI il 7 aprile, del verbale relativo all’accesso volontario al Fondo di Solidarietà per il sostegno del reddito, avrà effetto dal 1°luglio. Il Fondo di Solidarietà – dice Aleardo Pelacchi – è un ammortizzatore sociale del settore del credito che non grava sulla collettività e che ha consentito l’uscita non traumatica di più di 30.000 colleghe e colleghi. Ci preoccupa l’ipotesi di una riduzione dell’assegno di sostegno al reddito (basti pensare che una riduzione del 10% comporterebbe una perdita economica equivalente almeno ad una mensilità) e ci preoccupa l’ipotesi di utilizzo dei contratti di solidarietà (se si ipotizza una riduzione dell’orario di lavoro del 20%, bisogna pensare ad una conseguente diminuzione dello stipendio).

Unità Sindacale ribadisce che eventuali modifiche al regolamento del Fondo di Solidarietà non possono e non debbono colpire colleghe e colleghi nei loro diritti essenziali quali la stabilità del posto di lavoro e la retribuzione e che debbono essere individuate in maniera esplicita le casistiche precise di reali crisi aziendali che possono dare origine ad eventuali interventi. Non è inoltre accettabile pensare di ricorrere in azienda ad interventi che gravano esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori, sia in servizio che eventualmente in esodo, senza prima aver provveduto a non distribuire dividendi, premi e stock-option,  all’azzeramento delle spese di consulenza, al riequilibrio distributivo tra le remunerazioni del personale dipendente e di quelle del top management.

Non si può continuare – conclude Pelacchi – ad affrontare problemi anche nuovi con ricette vecchie e penalizzanti. La controparte abbia il coraggio di proporre qualcosa di veramente innovativo che abbia i suoi effetti nel tempo e che sia capace di rilanciare e dare maggiore stabilità al sistema del credito, piuttosto che proporre rimedi che comportano solamente l’impoverimento di chi resta al lavoro o di chi va in esodo anticipato senza, peraltro, migliorare i servizi alla clientela.

 

Roma, 28 giugno 2011