GRUPPO INTESA S.PAOLO – OLTRE 10.000 ESUBERI

GRUPPO INTESA SANPAOLO: OLTRE 10.000 ESUBERI ED ALMENO 300 MILIONI DI TAGLI AL COSTO DEL LAVORO”: IMPROPONIBILE!!

Un Gruppo in eterna ristrutturazione, che sempre dichiara “eccedenze” e continuamente alla ricerca di come poter spremere sempre più i Lavoratori “anche con l’ausilio di soluzioni innovative”  ma, come al solito, sempre in silenzio per ciò che riguarda il Top Management e le sue responsabilità nonché il numero dei Manager (questi ultimi mai in eccedenza!!!!).

Il 30 maggio la Capogruppo Intesa Sanpaolo ci ha formalmente consegnato la lettera di avvio della procedura di confronto – prevista dal CCNL  – per discutere dei processi di riorganizzazione, ristrutturazione e di riqualificazione e conseguenti tensioni occupazionali derivanti dall’applicazione del nuovo piano industriale illustratoci dal Consigliere Delegato – soltanto lo scorso aprile – come un piano che avrebbe prodotto “solida creazione di valore per tutti gli Stakeholders”. Ma, tradotto in italiano, “Stakeholders” non significa forse “portatori di interessi”? E chi, meglio dei dipendenti di una azienda, può essere considerato tale ….?

Vediamo nel dettaglio le misure prospettate dalla Capogruppo:

  • le unità in eccedenza rispetto alle effettive necessità, in tutto il Gruppo, sono oltre 10.000: più del 10% della forza lavoro complessiva;
  • le eccedenze potranno essere limitate a sole 3.000 unità solo nel caso in cui vi sia la possibilità di riqualificarne professionalmente 5.000 e comunque si raggiunga, entro il 2014, una forte riduzione del costo del personale per complessivi 300 milioni di euro.

Ci preoccupa:

–  la riqualificazione ipotizzata, che potrebbe portare a scenari finora mai registrati nel nostro comparto, in quanto il presupposto imprescindibile è la necessità di riqualificare e “riconvertire su attività di sviluppo degli affari” e “ricollocare anche territorialmente” i 5.000 Colleghi “altrimenti in eccedenza”;

–  la  non identificata soluzione per almeno 2.000 altre unità che mancano all’appello rispetto alle almeno 10.000 unità considerate  “eccedenze”.

Il perseguimento degli obiettivi che l’Azienda pone sarà inoltre accompagnato da una serie di misure che potrebbero riguardare gran parte dei Lavoratori attraverso una inquietante  rivisitazione delle regole che attualmente normano:

  • gli inquadramenti professionali e la correlata fungibilità anche in deroga alle previsioni di cui all’art. 2103 cc (cioè anche la possibilità di demansionamento);
  • la  mobilità territoriale;
  • gli orari di lavoro e di sportello;
  • il part-time;
  • la fruizione delle  ferie e delle ex festività.

Insomma l’intenzione da parte dell’Azienda parrebbe essere quella di sferrare un duro attacco ai diritti dei Lavoratori in tutto il Gruppo.

Ci auguriamo vivamente di sbagliare, anche perché – come più volte da noi denunciato – quando è stato il momento l’Azienda non ha lesinato – anche recentissimamente –  cospicui dividendi e lucrosi riconoscimenti ai vertici, in stridente controtendenza con le politiche di pesante austerità che hanno invece interessato, in questi ultimi anni, la generalità dei Lavoratori.

Se queste sono le premesse per l’avvio della procedura di confronto con le Delegazioni Sindacali di Gruppo, Unità Sindacale FALCRI SILCEA risponde:

la misura è colma! Basta sacrifici solo per i  LAVORATORI!

 

UNA COSA CI PREME SOTTOLINEARE: la politica sindacale, praticata da altri  in questi ultimi anni, di concedere, concedere …. e sempre concedere ha mostrato, alla prova dei fatti, tutti i suoi limiti ed ha prodotto solo e soltanto arroganza da parte datoriale.

A questo punto – prima che sia troppo tardi – la reazione  deve essere compatta!

LA DELEGAZIONE TRATTANTE DI GRUPPO

UNITA’ SINDACALE FALCRI SILCEA