COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

Lo scorso primo giugno Unità Sindacale – Falcri – Silcea ha presentato, all’ABI,  la piattaforma di rinnovo del CCNL del Credito, scaduto lo scorso 31 dicembre.

La piattaforma approvata dai lavoratori, nel corso delle assemblee condotte in tutta Italia, affronta il tema del rinnovo contrattuale ponendo particolare attenzione al complessivo peggioramento della qualità delle condizioni lavorative nelle Banche  e alle possibili soluzioni, ed è stata elaborata  compiendo, inoltre, una attenta analisi del quadro complessivo in cui operano le aziende creditizie nel nostro paese.

L’ Associazione Datoriale, però, prima ancora dell’avvio delle trattative ha lanciato, inquietanti,  segnali di chiusura che non possono essere trascurati.

Innanzitutto la  disdetta unilaterale dell’accordo sull’accesso volontario al fondo di solidarietà, intervenuta, guarda caso, alla vigilia dei piani industriali dei grandi gruppi Bancari, tra i quali  Intesa San Paolo, Montepaschi, UBI Banca e Banco Popolare,  dove gli esuberi, dichiarati dalle aziende, già si contano a migliaia.

Come se non bastasse la stessa ABI, tramite le dichiarazioni dei suoi rappresentanti, ha già manifestato la propria contrarietà nel riconoscere alle lavoratrici ed ai lavoratori il recupero dell’inflazione con la pretesa di ancorarla alla produttività e stravolgendo in questo modo gli accordi intercorsi sulla materia, tra Governo e parti Sociali.

Al riguardo si ricorda che la piattaforma presentata da Unità Sindacale recepisce i meccanismi di computo per il recupero dell’inflazione dell’accordo del 2009  di cui la Confsal,  alla quale aderisce  Unità Sindacale Falcri – Silcea,   è firmataria come la stessa ABI.

L’atteggiamento di chiusura da parte dell’ABI è ancora più incomprensibile se si considera che il settore bancario in Italia vanta una solidità notevole che lo ha posto al riparo dalla crisi, tanto che nel nostro paese sono pochi gli Istituti di credito che hanno fatto ricorso alle misure di sostegno varate dal Governo. Inoltre una simile presa di posizione diventa ancora più inaccettabile perché avanzata dalla Rappresentanza di  un settore in cui manager e azionisti continuano a percepire compensi e utili spropositati, oggetto anche in questi giorni di grande attenzione da parte degli Organi di stampa.

Se l’ABI intenderà continuare con la sua posizione di rigida chiusura,  Unità Sindacale Falcri – Silcea – Confsal, darà luogo a tutte le più idonee iniziative sul territorio nazionale, con il coinvolgimento anche dell’opinione pubblica,  per dare all’ABI una risposta ferma e risoluta.

 

Roma, 17/06/2011                                                          LA SEGRETERIA NAZIONALE