COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

GUADAGNARE MENO PER LAVORARE TUTTI:  NON SIAMO D’ACCORDO

 

Nel corso delle assemblee che Unità Sindacale ha svolto su tutto il territorio nazionale per la presentazione della piattaforma di rinnovo del CCNL sono emersi alcuni punti in comune con quella elaborata dall’altro tavolo ma anche altri di forte divergenza.

Uno riguarda l’utilizzo e la formulazione del Part Time, l’altro è la “ricetta” per aumentare la “buona occupazione” e sconfiggere la precarietà.

Per Unità Sindacale il Part Time è uno strumento per conciliare la vita lavorativa con quella personale, tant’è che chiediamo di incrementarlo rendendolo un diritto esigibile per i genitori di figli disabili e per quelli con bambini fino al terzo anno di età.  Sul capitolo buona “occupazione” chiediamo il superamento di  quelle forme di precarietà previste dalla legge 30 fino ad oggi non utilizzate o scarsamente utilizzate nel settore del credito, riduzione a tre anni dell’apprendistato con eliminazione dei sottoinquadramenti e certezza di trasformazione a tempo indeterminato di tutte le forme di lavoro precario (apprendisti, inserimento).

La posizione dell’altro tavolo è stata approfondita dall’intervista pubblicata ieri dal Corriere della Sera (speciale Corriere Economia). Un’inquietante immagine – quattro carte stile poker d’assi dove 3 dirigenti sindacali si accompagnano al Responsabile relazioni Sindacali di ABI – fa da introduzione alla loro ricetta per rilanciare il nostro settore: aumentare la produttività e fare buona occupazione.

Il presupposto del loro ragionamento è che in Banca c’è crisi. Unità Sindacale ha più volte contestato e dimostrato che le cose non stanno proprio così, come ha tenuto a far emergere la contraddizione fra una redditività che si sostiene essere diminuita ma che non si concilia con le retribuzioni dei Top Manager aumentate nel 2010 dell’8.5% contro un misero 1,9% per i lavoratori. Tra le soluzioni prospettate dal “poker d’assi” c’è lo “scambio fra l’uscita dei più anziani e l’ingresso dei giovani prevedendo forme di part-time per entrambe le categorie”.

Non c’è che dire: l’affermazione ci riporta agli slogan di molti anni fa e probabilmente qualcuno, attraversato da un brivido, si sentirà anche più giovane, ma superata l’ironia rimane l’amarezza per delle ricette che intanto vogliono penalizzare un’intera generazione di bancari che con il loro lavoro hanno assicurato benessere alle aziende e super compensi ai manager. Gli stessi bancari che, tuttavia, non hanno rinunciato a lottare per garantire una legittima vita serena a se stessi e alle generazioni future: un ponte fra vecchi e giovani, che adesso in maniera sciagurata qualcuno vuole far crollare.

Riportare indietro le linea dei diritti di chi lavora oggi, fino a dissolverla quasi totalmente per coloro che forse inizieranno un domani con stipendi e tutele ancora più ridotte, è una via che Unità Sindacale non può condividere e ancor meno sostenere se all’urlo di  “lavorare tutti lavorare meno” si vorranno garantire stipendi ampiamente al di sotto della dignità e della sopravvivenza.

Roma, 28 giugno 2011

LA SEGRETERIA NAZIONALE