LETTERA APERTA AL SEGRETARIO GENERALE UILCA MASSIMO MASI

LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO NAZIONALE DI UNITÀ SINDACALE JOSEPH FREMDER AL SEGRETARIO GENERALE DELLA UILCA MASSIMO MASI (La discussione è pubblicata anche sul BLOG del Senatore Ichino )

 

Joseph Fremder

Lettera aperta al Segretario Generale Uilca Massimo Masi

e, p.c. al Senatore Pietro Ichino

 

Mi vedo chiamato in causa da una lettera che Massimo Masi scrive a Pietro Ichino in data 26 maggio 2011 in seguito al carteggio intercorso tra me ed il Senatore sul tema della precarietà.

Rispondo perché ho l’impressione che Masi “parli a nuora perché suocera intenda” e che prenda al volo l‘occasione nel vano tentativo di screditare Unità Sindacale Falcri Silcea, sindacato di cui almeno dovrebbe imparare il nome (“Unità” e non “Unione”, si vede che proprio l’unità sindacale non è cosa sua).

 

Caro Massimo,

le mie preoccupazioni non sono enfatiche ma sono piuttosto “preoccupate” e lo diventano ancora di più dopo che tu rivendichi per il settore del credito (che definisci “all’avanguardia sotto il profilo delle relazioni industriali e delle soluzioni che vengono individuate tra le parti”) l’esistenza di un progetto di “nuova e buona occupazione”, da raggiungere attraverso “percorsi contrattuali innovativi”.

La mia  opposizione, e quella del Sindacato che rappresento, a cotanti  percorsi contrattuali innovativi è, poi, da te tacciata come forma di “conservatorismo” che determinerebbe la “situazione di isolamento” in cui la nostra organizzazione si trova. Opporsi e contrapporsi a tipologie di lavoro che, per quanto tu ti ostini a definire di “nuova e buona occupazionee come percorsi contrattuali innovativi”, non fanno altro che alimentare la precarietà del lavoro, non è una forma di conservatorismo, bensì un modo per dire seriamente basta alla precarietà. Proprio come non può essere rivendicato come “riformismo” il tuo ostinarti a proporre soluzioni che, lungi dal contrastare la precarietà del lavoro, la alimentano in nome della flessibilità (ancora…) condannando intere generazioni di lavoratori in un limbo di “certa” incertezza.

Nella vita poi bisogna anche essere capaci di prendere decisioni  ed allora non trova il Segretario Generale della Uilca che non può affermare che “il credito costituisce da sempre un settore all’avanguardia sotto il profilo delle relazioni industriali e delle soluzioni che vengono concordate tra le parti” e poche righe dopo scrivere l’esatto contrario  dichiarando che bisogna “realizzare un nuovo modello di banca, capace di rifiutare le logiche di profitto a breve termine, il ricorso smodato alla vendita di prodotti finanziari pericolosi, a pressioni commerciali esasperate e a sistemi d’incentivazione fuori controllo ed estremamente iniqui in termini di distribuzione della ricchezza prodotta nel settore?”

Capisci anche tu, Massimo, che le due dichiarazioni “cozzano” tra loro!  Prima dipingi le Banche come all’avanguardia anche per le soluzioni concordate e subito dopo denunci le stesse Banche per pressioni commerciali, per il ricorso smodato alla vendita di prodotti finanziari pericolosi e via così di seguito.

Nell’attesa che tu ti decida non posso esimermi dall’esprimerti la mia personale delusione quando per dimostrare l’indimostrabile tu ti ritrovi a disinformare il Professore e tutti i lettori, non esitando a raccontare la storia non per quella che è ma per quella che vorresti fosse … proprio come la Moratti con Pisapia……..!.

Infatti, caro Massimo, perché mai racconti che “l’Unione Sindacale Falcri Silcea” (proprio “Unità” non ti viene, eh!?) è sigla fuori dal primo tavolo perché:  “tra i vari e tanti motivi che hanno determinato questa situazione di isolamento vi è proprio il conservatorismo manifestato su percorsi contrattuali innovativi”?

 

Perché non racconti la verità come la sottoscrivesti assieme alle altre sigle il 12/11/2008 attraverso un comunicato a tutti i lavoratori dove si leggeva: “la risoluzione dolorosa presa dopo una meditata valutazione, ha assunto i caratteri dell’inevitabilità in seguito ad una fase di tensioni nei rapporti unitari con la Falcri culminata nella firma separata dell’accordo Intesa-San Paolo dell’8 luglio 2008”?.

 

Caro Massimo, vorrei ricordarti che la Falcri ha lavorato sempre in maniera unitaria e che in tempi molto recenti, pur essendo sindacato autonomo, si è schierata ed ha permesso alle organizzazioni confederali, tra cui quindi anche la tua, di costituire un tavolo contrattuale in contrapposizione agli altri sindacati  portando a termine un rinnovo di CCNL in quattro sigle! (Falcri, Fisac Cgil, Fiba Cisl e Uilca)

La riconoscenza, così come la memoria, sono tra le cose che si perdono più frequentemente, quindi Massimo non te ne preoccupare, o se proprio non ne puoi fare a meno preoccupatene il giusto.

Proprio perché il senatore ed i lettori sappiano, vorrei ricordarti che la Falcri, oggi Unità Sindacale Falcri Silcea è, attraverso la nascita del nuovo soggetto sindacale, firmataria di tutti gli accordi in essere nel settore, ma che nonostante ciò, rimane comunque fuori dal tavolo.

Sempre poi per onestà intellettuale, Massimo, devi aver dimenticato di raccontare al Senatore ed a chi ci legge, che la Fisac/Cgil di Banca Intesa San Paolo non ha sottoscritto, ad oggi, un accordo che prevede quella che tu definisci buona e nuova occupazionecioè nuovi assunti con uno stipendio decurtato del 20% ed ovviamente meno diritti.

In Unità Sindacale questa “buona e nuova occupazione” preferiamo chiamarla col suo vero nome: precarietà!

E sempre per onestà intellettuale, voglio ricordarti che hai omesso di scrivere che alla Fisac/Cgil è stato ed è concesso ciò che alla Falcri è stato ed è negato. Tanto è  vero che, pur non firmataria di un accordo contenente “buona e nuova occupazione” la Fisac/Cgil siede tuttora giustamente laddove dovremmo esserci anche noi.

Su questo concetto, Massimo, non voglio fare sconti a nessuno quindi cercherò di spiegarlo al meglio. Ho scritto che la Fisac/Cgil siede GIUSTAMENTE al tavolo NAZIONALE  pur non avendo sottoscritto un accordo in una Banca  mentre per lo stesso motivo la Falcri è stata INGIUSTAMENTE esclusa dallo stesso tavolo.  Il trattamento riservato alla Fisac Cgil  al mio Paese si chiama DEMOCRAZIA! Con la Falcri invece avete abusato del potere che vi è concesso dai numeri……è un vostro diritto ed è persino legittimo ma non significa che abbiate ragione o che comunque abbiate operato nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori. Certo che la DEMOCRAZIA per essere tale deve essere come la GIUSTIZIA “uguale per tutti” mentre in questa vicenda………

Capisci caro Massimo che, non fosse altro per uscire da una situazione che possiamo tranquillamente definire “dei due pesi e delle due misure” o più semplicemente di “palese ingiustizia” ed in ogni caso “schizofrenica”, sarebbe ora di restituire alle Lavoratrici ed ai Lavoratori quell’unità sindacale sottratta con la forza?

Caro Massimo, la memoria non ti aiuta proprio quando dimentichi di dire che il Fondo di Solidarietà venne sottoscritto, come la sezione emergenziale, da tutti i sindacati, Falcri inclusa.

 

Certo non ti invidio, caro Massimo,  perché dopo avere sottoscritto tutti gli accordi nel Gruppo Intesa Sanpaolo compresi quelli che hanno portato  a tuo avviso “buona e nuova occupazione” vedersi recapitare una lettera all’interno della quale l’Azienda dichiara di avere “eccedenze” (si chiamano così) di 10.000 (diecimila!) lavoratori e di dovere tagliare almeno 300 milioni del costo del personale, grida vendetta e al tradimento! Soprattutto e proprio adesso che rivendichi assunzioni per 30.000 nuovi occupati a tempo indeterminato purchè sottopagati e con meno diritti (buona e nuova occupazione).

E’ forse questa “l’uscita da quella situazione di peculiarità del sistema bancario che aveva portato a definirlo come una “foresta pietrificata?” ed è forse questo “il settore all’avanguardia sotto il profilo delle relazioni industriali e delle soluzioni che vengono concordate tra le parti?”

Il sottoscritto ed Unità Sindacale Falcri Silcea sono consapevoli che finchè non metteremo un freno serio e deciso alla deriva neoliberista di cui si nutrono anche le Banche e che la tua “buona e nuova occupazione” e la flexsecurity del Senatore contribuiscono ad alimentare dovremo fare i conti con tante e tali ingiustizie sociali che ridurranno la società civile ad un mero ricordo!

Per quanto sopra caro Segretario Generale se per conservatorismo intendi non accettare che lo Statuto dei Lavoratori si stravolga in Statuto dei Lavori, se per conservatorismo intendi non accettare che l’art 18 dello Statuto dei Lavoratori si snaturi e permetta licenziamenti ingiusti dietro pagamento di una manciata di euro, se per conservatorismo intendi opporsi alla precarietà legata alla scadenza così come a stipendi da fame ma a tempo indeterminato, se per conservatorismo intendi lottare perché non passi il principio che attraverso l’escamotage dei “contratti di solidarietà espansiva” si precarizzino gli attuali lavoratori a tempo indeterminato tagliandone lo stipendio per finanziare nelle banche le assunzioni di nuovi precari sottopagati…….bene allora getto la maschera e mi dichiaro ultraconservatore!

Già che ci siamo, Massimo, voglio proprio dirtela tutta, sono molto preoccupato per un paio di passaggi contenuti nella vostra piattaforma CCNL.

Il primo passaggio introduce ulteriore precarietà salariale con sotto inquadramenti decurtati del 15%  ma……a tempo indeterminato (altro che lotta alla precarietà!) mentre il secondo permette, attraverso un semplice accordo aziendale, che riconosca uno stato di crisi,  di ridurre l’orario e lo stipendio in proporzione ai lavoratori a tempo pieno trasformandoli in part time.

Caro Massimo, voglio chiudere allineandomi con te almeno su una cosa: sull’importanza del referendum.

Anche Unità Sindacale Falcri Silcea ritiene indispensabile il ricorso al “nobile istituto” anche qualora tutti i sindacati fossero d’accordo… così, solo per attivare uno strumento democratico che ridà voce e peso alle lavoratrici e ai lavoratori che saranno chiamati a decidere sul Fondo Esuberi e sul CCNL.

Tutto il resto, concordo con te Massimo, è demagogia.

Con rinnovata stima e “preoccupata” preoccupazione.

 

p.s

Caro Massimo, pubblicherò la tua lettera e questa mia, auspico che tu faccia lo stesso  Chiedo ovviamente al Professor Pietro Ichino di dare visibilità anche alla mia lettera.

Joseph Fremder

Segretario Nazionale Unità Sindacale Falcri Silcea