COMUNICATO STAMPA DEL SEGRETARIO GENERALE DI UNITÀ SINDACALE FALCRI SILCEA ALEARDO PELACCHI

RIPRESA DELLA TRATTATIVA RELATIVA AL PIANO INDUSTRIALE

DI INTESA SAN PAOLO

Alla vigilia della ripresa del confronto tra il Sindacato e l’Azienda sul piano industriale di Intesa San Paolo, prevista per giovedì 28 luglio a Roma, Aleardo Pelacchi, Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea, aderente alla Confsal, ritiene necessario che la trattativa riparta sulla base di un’apertura al dialogo da parte della Banca verso le posizioni espresse dai rappresentanti dei lavoratori.

 In particolare, Pelacchi ribadisce la richiesta avanzata da Unità Sindacale per l’attuazione di un processo di uscita dal lavoro (3 mila risorse secondo le previsioni aziendali) che privilegi gli esodi incentivati e la gradualità.

 Per quanto attiene ai 5 mila lavoratori che l’Azienda intende riconvertire professionalmente, il Segretario Generale di Unità Sindacale stigmatizza la sostanziale assenza di informazioni di dettaglio da parte dell’Azienda e sottolinea come comunque il processo di riqualificazione delle risorse non possa essere attuato forzosamente, generando danni ai lavoratori attraverso il superamento delle previsioni normative e l’istituzione, di fatto, di nuove forme di precarietà professionale, generata da processi di demansionamento, di mobilità non retribuita e di riduzione forzosa degli orari di lavoro.

 Il Sindacato – sostiene Pelacchi – è pronto ad assumersi le proprie responsabilità prendendo parte attiva e paritetica con l’Azienda nella positiva gestione delle riconversioni all’interno di una specifica commissione bilaterale che Unità Sindacale chiede di istituire.

 Unità Sindacale – conclude Pelacchi – ritiene che l’obiettivo aziendale di contenimento dei costi possa e debba tener conto anche del ricorso al part time volontario, attraverso l’approvazione di tutte le domande attualmente pendenti, e soprattutto attraverso strumenti di giustizia distributiva che vedano associarsi, ai sacrifici richiesti ai lavoratori, anche sostanziali tagli alle retribuzioni del top management e alle onerose consulenze esterne.