UNITA SINDACALE NON SOTTOSCRIVE L’ACCORDO IN INTESA SAN PAOLO

PIANO INDUSTRIALE INTESA SANPAOLO A  IN UN’AZIENDA SANA CHE PRODUCE UTILI E DISTRIBUISCE DIVIDENDI,, CON QUALE LOGICA GLI ALTRI SINDACATI NON HANNO DIFESO E TUTELATO I LAVORATORI CHE RIMARRANNO?

 

Le allttre OO..SS..,, con lla ffiirma appostta sttanotttte,, sii assumono lla responsabiilliittà dii affffossare iill ffutturo deii Lavorattorii dii Inttesa Sanpaollo e – con esso – quellllo deii Bancarii dell nosttro Paese..

Roma, 29 luglio 2011

 

Una vicenda delicata e di non facile soluzione, spostata a Roma per coinvolgere anche le Segreterie Nazionali, iniziava a trovare soluzioni condivisibili: la trattativa, che si stava svolgendo in modo contemporaneo tra i due tavoli, aveva segnato importanti conquiste che l’Azienda stessa ha riconosciuto essere il frutto della nostra incessante azione avviata nei mesi scorsi:

 – incentivazione sia per chi risolve consensualmente il rapporto di lavoro sia per chi aderisce

al Fondo di Solidarietà con accesso – seppur per un periodo limitato – in forma volontaria

 – copertura economica per il periodo tra diritto e raggiungimento della finestra pensionistica

– nuove assunzioni attingendo innanzitutto dal bacino degli ex tempi determinati

 Ma mentre lavoravamo per scongiurare sia i licenziamenti obbligatori ( comunque oggi confermati ) sia l’introduzione di norme da noi sempre ritenute inaccettabili per chi rimane – demansionamento e mobilità liberalizzata – le altre OO.SS. le accettavano, spalancando peraltro di fatto la futura applicazione di tale principio a tutta la categoria.

 

Per questi motivi Unità Sindacale FALCRI SILCEA, pur rivendicando il proprio ruolo determinante a tutela della platea dei cosiddetti pensionabili ed esodabili, ha respinto                                                                                       

l ‘accordo ritenendo peggiorativi e immotivati per chi rimane contenuti sottoscritti dalle altre OO.SS.

 

Unità Sindacale Falcri Silcea ha già dato mandato ai propri legali per la verifica e la

SALVAGUARDIA dei DIRITTI NORMATIVI ED ECONOMICI DEI PROPRI ISCRITTI, nella profonda convinzione che non possa così facilmente passare questo nuovo modello, ma che gli accordi “in pejus”, come demansionamento e mobilità liberalizzata nonché possibile riduzione obbligatoria d’orario o sospensione dell’attività lavorativa, oggi siglati dagli altri, non possano essere applicati agli iscritti ad una Organizzazione non firmataria.

 

Nei prossimi giorni metteremo a disposizione di tutti i Lavoratori una disamina oggettiva ed esaustiva di ogni capitolo, con l’intento di consentire ad ognuno le valutazioni opportune.

 

Contemporaneamente avvieremo tutte le iniziative che un Sindacato ha il dovere di porre in atto a tutela dei Lavoratori.

 

LA DELEGAZIONE TRATTANTE