COMUNICATO STAMPA – DICHIARAZIONE ALEARDO PELACCHI

“Non è riducendo i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori o riformando in senso negativo il Diritto del Lavoro, che si aiuta il Paese ad affrontare i gravissimi problemi che lo affliggono – lo dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea aderente alla Confsal, Aleardo Pelacchi- , ma individuando strumenti efficaci per combattere l’evasione fiscale e far affiorare il lavoro sommerso, operando una riforma fiscale che restituisca più risorse a dipendenti e pensionati e contribuisca in tal modo anche al rilancio dei consumi, operando interventi che comportino un maggior contributo a carico di chi ha di più e non continuando a pesare sui soliti noti, favorendo così una ridistribuzione della ricchezza.”

Il rischio di default degli USA nei primi giorni di Agosto ha tenuto i mercati in apprensione, in quanto nessuno avrebbe potuto prevedere quali conseguenze per l’economia globalizzata avrebbe comportato un simile evento.

Nell’Area Euro le cose non sono andate diversamente e per il nostro Paese si è aperto, sempre durante questa estate bollente, un periodo difficile dove la speculazione ha iniziato a penalizzare il nostro debito sovrano.

Va sempre tenuto in considerazione, tuttavia, che il nostro debito, dopo il fallimento di Lehman Brothers del 2008, è cresciuto meno di quello di altri Paesi, che nessuna Banca italiana è stata salvata dallo Stato, che la ricchezza privata complessiva equivale a circa 4 volte il nostro debito pubblico pari a 1900 mld di euro, che gli utili evidenziati dalle ultime semestrali delle principali Aziende del nostro Paese sono molto positivi nonostante la crisi economica e la ridotta fiducia dei consumatori, che le esportazioni del nostro Paese, sempre riferite al primo semestre, sono cresciute più di quelle di altri Paesi che oggi dettano l’agenda delle nostre priorità.

“Questo grave momento di difficoltà – prosegue Pelacchi – deve essere affrontato tenendo conto che ci troviamo di fronte ad una crisi di fiducia nel nostro Paese – come testimoniano lo spread tra Bund ed i nostri Btp che ha superato i 350 pb ed il prezzo del CDS sul debito sovrano che ha raggiunto, mentre scriviamo, i 450 punti. La manovra, pertanto sempre più urgente, non deve essere l’occasione per favorire ulteriori situazioni di precarietà o per affrontare problematiche di natura diversa, ma per dare risposte precise ai gravi problemi infrastrutturali ed al gap negativo nell’ambito delle nuove tecnologie, che continuano a penalizzare la crescita del nostro Paese.”

“Dovrebbe essere un’occasione – conclude Pelacchi – per creare momenti di grande coesione nazionale che, invece, sembra essersi persa per strada e questo preoccupa quanto, se non più, della stessa crisi”.

Roma, 6 settembre 2011