NEWS – COMUNICATO STAMPA SULLA MANOVRA DEL GOVERNO

Unità Sindacale Falcri Silcea, esprime forte preoccupazione in merito alle misure annunciate dalla recente manovra finanziaria del Governo Monti.

Unità Sindacale Falcri Silcea è consapevole del fatto che la situazione finanziaria ed economica a livello globale sia estremamente grave, ma è anche fortemente convinta che la crisi si può e si deve affrontare attraverso una riduzione dei privilegi e una maggiore equità, fiscale e contributiva.

Nella manovra appena annunciata non vi è alcuna traccia di tutto questo.

Ancora una volta vengono chiesti sacrifici, alle famiglie, alle lavoratrici, ai lavoratori, ai disoccupati, ai giovani e ai pensionati.

L’ aumento secco dell’età pensionabile, l’ennesimo introdotto negli ultimi anni, insieme alla introduzione pro-rata del sistema contributivo per tutti è un duro colpo, non solo alle aspettative dei lavoratori ma va ad aggravare la situazione di crisi delle stesse imprese, aziende di credito in testa, dove diventerà ancora più problematica la gestione delle migliaia di esuberi già dichiarati nei piani industriali dei principali gruppi bancari Italiani.

Se l’Europa e la BCE chiedono all’Italia di uniformare i requisiti pensionistici a quelli delle altre nazioni europee, come mai l’Italia continua ad applicare a lavoratori ed aziende la più alta aliquota contributiva d’Europa?

A fronte di questi interventi pesantissimi a carico del sistema previdenziale i tagli annunciati sul costo della politica sono insufficienti e sembrano appena scalfire i numerosi privilegi di cui gode l’intera classe politica, così come sono del tutto irrilevanti le misure introdotte a carico dei redditi più elevati.

Unità sindacale Falcri Silcea considera gravissimo e socialmente pesantissimo quanto annunciato nell’ultimo provvedimento economico che vede ancora una volta come destinatari prevalenti le famiglie, i lavoratori, i disoccupati, i giovani precari ed i pensionati che ancora una volta sono chiamati a pagare un prezzo elevatissimo ad una crisi causata dalle scelte sciagurate di una finanza avida e senza scrupoli.

Roma, 5 dicembre 2011