COMUNICATO STAMPA – COSTO DEL LAVORO NELLE BANCHE

Come già in precedenti occasioni, concomitanti con il rinnovo del contratto nazionale del Credito, l’ABI con un tempismo sconcertante ha riproposto, ancora una volta, all’attenzione dell’opinione pubblica, il fatto che il costo del lavoro nelle Banche Italiane sia troppo elevato, tra i più alti dell’ Unione Europea. Il dato del costo del lavoro è stato inoltre opportunamente accostato alla minore redditività delle banche nazionali rispetto alla media del resto d’Europa.

Peccato che nel corso dell’incontro l’ABI, oltre a fornire il dato del costo unitario pari a 74.600 euro l’anno , dato evidentemente medio, non abbia fornito i dati disaggregati, per meglio chiarire quali siano le voci che concorrono a formare il costo del lavoro nelle Aziende di Credito Italiane .

Infatti, non è stato specificato quanto incidano sul costo unitario per addetto l’importo del sistema incentivante, quasi sempre erogato ed attribuito secondo criteri di discrezionalità aziendale, il costo delle consulenze e, soprattutto, non viene reso noto in quale misura incida l’appannaggio a sei zeri del Top Management: proprio quest’ultimo dato sarebbe davvero importante che venisse reso noto all’opinione pubblica.

Unità Sindacale Falcri Silcea ricorda come in un momento di crisi globale, dove le Banche sono al centro delle turbolenze finanziarie, siano proprio le lavoratrici ed i lavoratori del credito ad essere quotidianamente impegnati per mantenere elevato il rapporto di fiducia tra le aziende e la clientela e come la maggior parte dei dipendenti bancari quadri ed impiegati abbia una retribuzione media netta di 1400-1500 euro.

Sono ben altri, evidentemente, i fattori che nella banche costano troppo e rendono poco, non certamente le lavoratrici ed i lavoratori.