COMUNICATO : “ LICENZIAMENTO LIBERO”? NO, GRAZIE

Unità Sindacale si sta impegnando affinché il 20 marzo 2012 non venga ricordato nel tempo come il giorno di riferimento per cui, attraverso alchimie per niente complicate, le fabbriche, le banche, le assicurazioni, la grande distribuzione, insomma, tutte le realtà produttive del Paese, potranno licenziare lavoratrici o lavoratori senza bisogno di una giusta causa o di un valido motivo che dir si voglia.

Le garanzie dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori potrebbero essere cancellate se il Parlamento non interverrà in maniera adeguata dopo la conclusione negativa della “trattativa” con le Organizzazioni Sindacali. Le affermazioni di importanti esponenti dell’Esecutivo, peraltro, sulla fine della fase concertativa delle relazioni sindacali e dell’avvio di una fase di “semplice” consultazione, non possono lasciare indifferenti.

Unità Sindacale ritiene che lo stravolgimento delle norme che regolano i licenziamenti e delle tutele che esse comportano, causerebbe inevitabilmente una trasformazione in peggio della vita della persona, del lavoratore e quindi della società; tanto che potrebbe diventare “rischioso” e “sconsigliabile” portare la propria individualità ed i propri pensieri all’interno dei luoghi di lavoro, dove potrebbe essere sempre più difficile pretendere il rispetto puntuale di leggi ed accordi.

Dietro una riforma del lavoro che non sembra in grado di risolvere né i problemi occupazionali, né quelli legati alla precarietà, quello che sta apparendo come “l’elemento qualificante”, sembra l’introduzione di una sorta di “licenziamento libero”!
Fa riflettere attentamente che un maestro del diritto del lavoro, un Padre della Patria come Carlo Smuraglia non ha usato mezzi termini per definire quanto sta avvenendo, quando ha affermato che “il diritto del lavoro torna nella giungla del 1966” e che soprattutto “il reintegro è come l’uguaglianza nella Costituzione”.

Ma è davvero l’Europa che ci chiede di poter licenziare anche senza un vero motivo, inaspettatamente, per favorire magari qualcun’altro, perché magari la si pensa in un altro modo, perché magari, ci si ammala? E’ davvero l’Europa che vuole introdurre nel nostro paese il “licenziamento libero” e che per fare digerire questa amara medicina, buona probabilmente solo per chi ci ha precipitato nella crisi,  si raccontano “favole” che cercano di illudere i giovani ed i precari, proprio coloro che potrebbero essere poi le principali vittime di questa “riforma”?
Se questa riforma non verrà modificata, a nostro avviso, la nostra Società non sarà più quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi, ma sarà molto peggio.

Preoccupa che potrebbe diventare una Società dove anche la solidarietà e l’altruismo potrebbero non avere più lo stesso valore, dato che si potrà essere indotti a pensare di difendere anche sul piano individuale il proprio posto di lavoro. Preoccupa che potrebbe nascere una Società dove nei luoghi di lavoro potrà essere difficile manifestare liberamente le proprie opinioni ed essere  ammesso solo lavorare in silenzio e magari, più avanti, anche senza regole.

Unità Sindacale, impegnata da sempre in una strenua difesa di tutte le norme che tutelano lavoratrici e lavoratori, continua a credere che la giusta strada sia quella di estendere ogni baluardo di civiltà anche a chi non ne usufruisce.
Unità Sindacale non è per nulla convinta che la prospettata “riforma” porterà posti di lavoro in più così come di per sé gli investitori a puntare sul nostro Paese e ritiene che occorra intervenire in tutte le sedi per apportarvi delle modifiche.

Come già dichiarato attraverso il recente Comunicato Stampa Unità Sindacale ribadisce il proprio invito alle Organizzazioni Sindacali del settore ad un’azione comune e forte in grado di contrastare scelte che potrebbero causare pesanti conseguenze.

Roma, 30 marzo 2012
                                                                              LA SEGRETERIA NAZIONALE