ALLARME DERIVATI: IL COSTO NON LO DEVONO PAGARE I LAVORATORI

COMUNICATO STAMPA

Durante un recente incontro con i vertici dell’ABI, Unità Sindacale ha rappresentato alla controparte datoriale la propria forte preoccupazione per il mancato avvio di una seria riflessione sul ruolo che le banche dovrebbero assumere nel mutato scenario economico.

Unità Sindacale ritiene che non sia più differibile la riflessione su quale sia il modello di banca che oggi meglio si adatti a rispondere, attraverso un puntuale utilizzo della grande professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del credito, alle nuove esigenze delle famiglie, delle imprese e dei territori.

Le preoccupazioni espresse da Unità Sindacale hanno trovato immediato riscontro nella relazione annuale della Banca dei Regolamenti Internazionali, all’interno della quale la più antica istituzione finanziaria mondiale ha lanciato un forte segnale di allarme, constatando come la maggior parte degli utili degli istituti di credito derivi non già dall’attività tipica, bensì dalla negoziazione sui mercati finanziari. Di fatto, ha rilevato la BRI, molte banche si indebitano sempre più e confidano sui salvataggi pubblici. Secondo la stessa BRI serve, pertanto, una stretta sulle regole, perché c’è nel sistema bancario un rilevante rischio “derivati”.

Anche Unità Sindacale, nel citato incontro con l’ABI, ha chiesto un intervento forte delle Autorità competenti nella definizione di regole che facciano emergere definitivamente un fenomeno che rischia di vanificare gli sforzi di risanamento degli Stati e delle istituzioni finanziarie.

Non si tratta di discorsi accademici, né possono essere riflessioni considerate al di fuori della “giurisdizione” del Sindacato, poiché le lavoratrici e i lavoratori del credito hanno già pagato un prezzo enorme per la crisi scatenatasi dal 2008. Il fatto che le banche perseverino in questa deriva finanziaria, chiedendo poi ai lavoratori di pagarne il conto, non può essere tollerato.

Roma, 27 giugno 2012