26.07.2012 – DA : “DIRITTI & LAVORO FLASH” n. 6/2012 – EDITORIALE DI DANILO CONTE

LENTE D’INGRANDIMENTO : CONTRORIFORMA
lente(…..) L’orizzonte ideologico è sempre quello del liberismo e la sua applicazione giuridica rimane ancorata all’inno alla “flessibilità”. Come se non fosse ampiamente sufficiente la crisi economica che investe l’occidente e che trova proprio in quella ideologia la sua origine e la sua colpa, per iniziare ad ammettere, timidamente, che forse è il caso di invertire la rotta.

E a nulla valgono autorevoli studi economici internazionali e nazionali, che sostengono che non è scientificamente provata la sussistenza di un nesso eziologico tra la rigidità del mercato del lavoro e la crisi dell’attuale modello economico, ma che tra le cause di questa c’è piuttosto l’eccessiva flessibilità del lavoro.
E neppure i dati dell’OCSE sono sufficienti a smentire l’altro luogo comune, sbandierato come verità assoluta, che l’Italia aveva un mercato del lavoro rigido e che era questa rigidità ad intralciare le magnifiche sorti del libero mercato.
Presto, purtroppo, si potrà chiedere il conto.
Chiedere come mai quest’ennesimo sacrificio sull’altare della flessibilità, non sia servito a nulla. Chiedere se c’è davvero da stupirsi nel rilevare che la paura del futuro, dell’esercizio di un diritto, del chiedere un aumento o una stabilizzazione crea povertà e non ricchezza. E se bisognava essere dei “tecnici” per capire che ora che abbiamo il primato della flessibilità, abbiamo anche quello di relazioni sociali flebili e depressive. (…..)