COMUNICATO STAMPA – IL PESO DEL CUNEO FISCALE

Questa volta siamo d’accordo con il Ministro del Lavoro

Quanto sostenuto in questi ultimi giorni dal Ministro Fornero, in relazione al peso del cuneo fiscale per le imprese, è stato uno dei punti già evidenziati da Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal nella presentazione della piattaforma di rinnovo dell’ultimo Contratto Nazionale – dichiara il Segretario Generale Aleardo Pelacchi -.
In particolare per le Aziende di credito il costo del lavoro è quasi il doppio (1:1,91 circa) tra quanto versato al fisco, agli Enti di previdenza e pensionistici e quanto percepito al netto dal lavoratore, quindi, pur comprendendo i vincoli legati alle esigenze delle nostre finanze pubbliche, è indubbio che la pressione sul lavoro deve scendere se vogliamo realmente rilanciare l’economia del Paese.

Il tema della insostenibile pressione fiscale – continua Pelacchi- più volte al centro anche delle valutazioni della nostra Confederazione, dovrà essere concretamente affrontato se vogliamo uscire dalla recessione nel nostro Paese. I dati relativi all’export, dei primi 5 mesi dell’anno, ci rendono moderatamente ottimisti in quanto registriamo un +4%, rispetto all’analogo periodo del 2011, che corrisponde all’incremento percentuale ottenuto dalle imprese tedesche.  Sul fronte interno, invece, le cose non vanno affatto bene.
La pausa estiva sta terminando e per la categoria si entrerà nel vivo del confronto sia per ciò che concerne le ricadute dei Piani di impresa, nei singoli Gruppi, basati  essenzialmente sul taglio dei costi del personale, che a livello nazionale, dove l’Abi ha evidenziato l’esigenza di un nuovo modello di relazioni industriali – conclude Pelacchi – .
Seguiamo con attenzione i numeri della crisi e le richieste di capitale, liquidità e produttività delle Banche, in ogni caso, non dobbiamo dimenticare che le crisi economiche si superano e che le prospettive di periodo sono in evoluzione mentre le eventuali penalizzazioni alla categoria resterebbero nel tempo se si affrontasse questa fase con una impostazione emergenziale.
Inoltre il tema della valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori così come la partecipazione degli stessi alla vita dell’impresa, nel momento in cui si decide del loro futuro, sono ineludibili per venir fuori definitivamente dalla crisi, gestirne gli effetti e attivare quelle dinamiche virtuose che possono rendere sostenibile la ripresa.
Siamo pronti a discutere di elementi di novità ed assumerci le nostre responsabilità ma riteniamo necessario un confronto che si basi, innanzitutto, sulle prospettive del Settore partendo da come si intende agire sul fronte dei ricavi a come valorizzare i lavoratori nell’era digitale. In questi ultimi tempi si torna a discutere con forza di economia reale e del ruolo delle Banche nel Paese: questo, oltre ad essere uno dei punti di riferimento storici della nostra azione, conferma che il problema della ristrutturazione del settore bancario è un passaggio fondamentale che non può essere affrontato soltanto in Categoria.

Roma, 27 agosto 2012

COMUNICATO STAMPA

Questa volta siamo d’accordo con il Ministro del Lavoro

 

Quanto sostenuto in questi ultimi giorni dal Ministro Fornero, in relazione al peso del cuneo fiscale per le imprese, è stato uno dei punti già evidenziati da Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal nella presentazione della piattaforma di rinnovo dell’ultimo Contratto Nazionale – dichiara il Segretario Generale Aleardo Pelacchi -.

In particolare per le Aziende di credito il costo del lavoro è quasi il doppio (1:1,91 circa) tra quanto versato al fisco, agli Enti di previdenza e pensionistici e quanto percepito al netto dal lavoratore, quindi, pur comprendendo i vincoli legati alle esigenze delle nostre finanze pubbliche, è indubbio che la pressione sul lavoro deve scendere se vogliamo realmente rilanciare l’economia del Paese.

Il tema della insostenibile pressione fiscale – continua Pelacchi-  più volte al centro anche delle valutazioni della nostra Confederazione, dovrà essere concretamente affrontato se vogliamo uscire dalla recessione nel nostro Paese. I dati relativi all’export, dei primi 5 mesi dell’anno, ci rendono moderatamente ottimisti in quanto registriamo un +4%, rispetto all’analogo periodo del 2011, che corrisponde all’incremento percentuale ottenuto dalle imprese tedesche. Sul fronte interno, invece, le cose non vanno affatto bene.

 

La pausa estiva sta terminando e per la categoria si entrerà nel vivo del confronto sia per ciò che concerne le ricadute dei Piani di impresa, nei singoli Gruppi, basati essenzialmente sul taglio dei costi del personale, che a livello nazionale, dove l’Abi ha evidenziato l’esigenza di un nuovo modello di relazioni industriali – conclude Pelacchi – .

Seguiamo con attenzione i numeri della crisi e le richieste di capitale, liquidità e produttività delle Banche, in ogni caso, non dobbiamo dimenticare che le crisi economiche si superano e che le prospettive di periodo sono in evoluzione mentre le eventuali penalizzazioni alla categoria resterebbero nel tempo se si affrontasse questa fase con una impostazione emergenziale.

 

Inoltre il tema della valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori così come la partecipazione degli stessi alla vita dell’impresa, nel momento in cui si decide del loro futuro, sono ineludibili per venir fuori definitivamente dalla crisi, gestirne gli effetti e attivare quelle dinamiche virtuose che possono rendere sostenibile la ripresa.

 

Siamo pronti a discutere di elementi di novità ed assumerci le nostre responsabilità ma riteniamo necessario un confronto che si basi, innanzitutto, sulle  prospettive del Settore partendo da come si intende agire sul fronte dei ricavi a come valorizzare i lavoratori nell’era digitale. In questi ultimi tempi si torna a discutere con forza di economia reale e del ruolo delle Banche nel Paese: questo, oltre ad essere uno dei punti di riferimento storici della nostra azione, conferma che il problema della ristrutturazione del settore bancario è un passaggio fondamentale che non può essere affrontato soltanto in Categoria.   

 

Roma, 27 agosto 2012