COMUNICATO STAMPA – TRATTATIVA AL MPS: IL PUNTO FERMO E’ IL NO ALLE ESTERNALIZZAZIONI

Seguiamo con attenzione, come Segreteria Nazionale, quanto sta avvenendo al Mps in merito alla trattativa, tra l’Azienda e le OOSS, inerente il Piano di Impresa 2012-2015 – dichiara il Segretario Generale di Unità Sindacale Falcri Silcea/Confsal Aleardo Pelacchi.

In particolare, per ciò che concerne Unità Sindacale, Il Vice Segretario Generale Sergio Mattiacci partecipa ai lavori coadiuvando i Rappresentanti Aziendali al tavolo della trattativa per sostenere il nostro no risoluto alle esternalizzazioni e per ricercare le soluzioni che consentano il definitivo rilancio della terza Banca Italiana – continua Pelacchi.

La procedura aperta al Mps ha una particolare valenza politica anche a livello nazionale poiché è un banco di prova per le relazioni sindacali dell’intero Settore in una situazione oggettivamente complessa come quella dell’Istituto di Rocca Salimbeni – conclude Aleardo Pelacchi.

Il Vice Segretario Generale Mattiacci ha ribadito che il mero taglio dei costi del personale non può essere una soluzione per una Banca che ha avuto, e dovrà continuare ad avere, un forte legame con il territorio di riferimento e dove i dipendenti sono stati, e saranno, il valore aggiunto di questo rapporto.

Alcuni aspetti della situazione macro economica sono in evoluzione come è dimostrato dagli interventi della Bce per quello che concerne lo spread (che alleviano le tensioni per ciò che concerne capitale e liquidità delle nostre Banche) o per le future possibili iniezioni di liquidità questa volta da destinare all’economia reale.

Vogliamo coniugare l’invito rivolto dal Presidente del Consiglio, per un patto per la produttività, con gli aspetti costruttivi del confronto che devono contemplare interventi radicali per l’implementazione dei ricavi attraverso, ad esempio, lo sfruttamento della digitalizzazione del Paese ed investendo sulla professionalità dei dipendenti, autentico e concreto patrimonio della storica banca senese.

Aspetti, questi, che non possono corrispondere in alcun modo a cessioni di lavoratori, demansionamenti e precarietà.