“LAVORARE DI PIU’ PER ESSERE COMPETITIVI”

Nei prossimi giorni si aprirà un tema di discussione molto importante tra il Governo e le parti sociali :
Quello della competitività e del tempo di lavoro.
Già da alcune parti sociali si leva insistente la tentazione di approfittarne per introdurre un aumento   dell’orario di lavoro con il facile slogan  “ lavorare di più per essere competitivi “.Dopo  la riforma delle pensioni, la riforma del mercato del  lavoro, che ha peggiorato le tutele a favore dei lavoratori, l’introduzione di nuove  imposte a carico delle famiglie, dei lavoratori  e delle imprese, dopo i dati preoccupanti sulla disoccupazione, sulla cassa integrazione e  sull’andamento complessivo della situazione economica del nostro paese,  la proposta di migliorare la capacità competitiva delle aziende,  facendo lavorare di più i lavoratori non può che lasciare sconcertati.

Unità Sindacale Falcri Silcea ritiene che gli elementi che incidono sulla competizione aziendale, certamente legati alla qualità e alla quantità  del lavoro,  sono principalmente individuabili in  fattori esterni  e di mercato,  che nel nostro paese sono un vero e proprio  freno per lo sviluppo e il contenimento dei costi.
Elevata pressione Fiscale a carico delle imprese e dei lavoratori,  costo dei trasporti che in Italia assume livelli superiori alle altre nazioni,  elevato costo dell’energia, dei servizi, spesso inefficienti,   burocrazia,   incentivi fiscali limitati ad alcuni territori,    per non parlare poi della corruzione che da sempre ha frenato lo sviluppo delle imprese nel sistema Italia,   sono tutti fattori  che indeboliscono le nostre aziende e che sono sconosciuti alle altre imprese operanti in Europa.
Pertanto invece di parlare di aumento del tempo del  lavoro come soluzione per l’incremento della produttività è necessario percorrere   la strada della qualità  lavorativa che è indissolubilmente connessa  allo sviluppo della  professionalità e delle competenze dei  Lavoratori ed al miglioramento  della organizzazione del lavoro.