COMUNICATO STAMPA – ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA’

“UNITA’ SINDACALE esprime la propria profonda contrarietà all’accordo sulla produttività che va sotto il nome di linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia”, è quanto dichiara il segretario generale di UNITÀ SINDACALE Aleardo Pelacchi.
“La nostra valutazione – prosegue Pelacchi – è che l’accordo sottoscritto da CISL, UIL ed UGL indichi una strada ad esclusiva difesa del profitto, affossando ulteriormente l’occupazione e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.
UNITA’ SINDACALE ha da sempre sottolineato che il legare la busta paga alla produttività aziendale potrebbe essere preso in considerazione solo ed esclusivamente qualora i lavoratori fossero pienamente coinvolti nelle scelte strategiche ed economiche delle Aziende.

Pelacchi sottolinea che “la produttività del lavoro è innanzitutto legata ad alcuni fattori la cui responsabilità è assolutamente ascrivibile alle stesse aziende, in quanto sappiamo tutti della bassa spesa in ricerca e sviluppo e della scarsa attenzione all’innovazione che colloca il nostro Paese agli ultimi posti in questa particolare classifica”.

“Non è possibile pensare, infatti, che il proprio stipendio, e la qualità della propria vita, vengano affidate a scelte unilaterali delle aziende attraverso manager che sempre più frequentemente dimostrano, non solo di non essere all’altezza, ma di avere anche pochi scrupoli nella gestione di interessi che, troppo spesso, diventano assolutamente assoggettati alle logiche di profitto di breve periodo”.
Attraverso questo accordo il lavoro subisce, se possibile ancora di più, una deregulation che consegna anche i rapporti sociali ed umani nelle mani di un sistema che sta mostrando, a causa del suo fallimento conclamato, anche un’aggressività senza precedenti.
UNITA’ SINDACALE denuncia anche che la contrattazione nazionale, con questo accordo, subirà un attacco letale capace di seppellirla definitivamente.

“Per il nostro sindacato – afferma il segretario generale – il contratto nazionale ha da sempre avuto la fondamentale ed insostituibile funzione di difendere diritti primari e il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Preoccupa anche l’ulteriore attacco allo statuto dei lavoratori, ed in particolare all’art. 4 che vieta il controllo a distanza della prestazione lavorativa, permettendo alle nuove tecnologie di potersi “occupare” del delicato capitolo.
Il punto 7 dell’accordo apre, inoltre, la strada al demansionamento con relativa riduzione della retribuzione. Si assesta così un ulteriore colpo alla professionalità ed al potere d’acquisto.
UNITA’ SINDACALE non può, quindi, che valutare negativamente i contenuti dell’accordo in quanto iniquo e recessivo riguardo alla sbandierata crescita economica ed occupazionale.