Comunicato stampa – licenziamenti nel gruppo Santander

Unità Sindacale a fianco del sindacato internazionale che si oppone a 5000 licenziamenti di lavoratori bancari in Brasile
“È l’ennesima riprova del fallimento del modello neoliberista e della necessità di interrogarsi sul ruolo delle banche, in Brasile come in Italia” dice il Segretario generale Aleardo Pelacchi”.
Unità Sindacale Falcri Silcea si schiera a fianco dei cinquemila lavoratori brasiliani che il gruppo bancario Santander sta licenziando, nonostante la banca presenti eccellenti performance in termini di redditività e di efficienza: lo annuncia il segretario generale Aleardo Pelacchi. “Aderiamo con convinzione – dice Pelacchi – ad un’iniziativa proposta da Uni Finance, l’organizzazione internazionale che riunisce i rappresentanti di circa tre milioni di lavoratori dei settori del credito e delle assicurazioni, mettendo a fattor comune l’esperienza di 237 sindacati, tra cui Unità Sindacale. Quanto sta accadendo in Brasile è inaccettabile. Dimostra ancora una volta il totale fallimento di un modello neoliberista che mira al puro profitto di breve periodo. Questo modello ha generato prima una gravissima crisi finanziaria e poi una crisi economica globale, che colpisce i lavoratori in Brasile come in Italia. Occorre che finalmente, di fronte ai gravissimi errori commessi, si assista alle giuste assunzioni di responsabilità da parte di chi li ha realizzati e che si cessi di scaricare sugli ultimi anelli della catena l’onere degli interventi risolutivi”.

“È difficile – aggiunge Pelacchi – prevedere uno sviluppo positivo per il nostro Paese e per l’economia internazionale finché la corsa al profitto calpesta sistematicamente il rispetto per le persone e scarica, senza esitazioni, sui lavoratori l’onere dei processi di trasformazione. Unità Sindacale rifiuta questo modello indirizzato a un profitto fine a se stesso, in un sistema che intende autorigenerarsi senza per nulla cambiare o cercare veramente di correggere il tiro, anche di fronte a gravissime evidenze. Noi crediamo che la rincorsa dell’utile debba trovare una regolazione nel rispetto delle persone che lavorano e che producono e nel rispetto delle comunità in cui ogni azienda si trova ad operare.”
Di seguito il testo che Unità Sindacale ha inviato ai vertici del Santander.
“Abbiamo deciso di sottoscrivere questa lettera a sostegno dei dipendenti che lavorano per Santander in Brasile, per esprimere la nostra indignazione per il massiccio taglio di posti di lavoro imposto dall’azienda.
È inaccettabile che un’istituzione finanziaria come Santander, che sta realizzando enormi profitti, semplicemente per aumentare ulteriormente i propri profitti a favore della capogruppo possa licenziare padri e madri che hanno famiglie da sfamare.
I lavoratori non sono responsabili per la crisi e pertanto non devono essere quelli che pagano il conto.
Secondo le informazioni ricevute dal sindacato, la banca potrebbe decidere di licenziare fino a 5.000 persone in meno di una settimana. I licenziamenti vengono effettuati per le vie brevi, colpendo numerosi dipendenti che hanno lavorato per la banca per un lungo periodo, molti dei quali vicini alla pensione.
Queste persone che oggi si vogliono espellere, dopo aver dedicato molti anni della loro vita professionale all’azienda, sono anche quelle che hanno permesso di generare il 26% del reddito globale del gruppo.
Gli indicatori di efficienza della banca sono al 43,5% circa. Si tratta della seconda miglior performance fra le cinque più grandi banche che operano in Brasile. Nulla giustifica dunque i tagli massicci. Il rapporto tra i costi delle risorse umane con il costi complessivi è solo del 9,2%, il che significa meno dei suoi concorrenti nel paese. E i ricavi da servizi coprono il 160% del costo delle retribuzioni.
Vogliamo esprimere il nostro rispetto e la nostra solidarietà per i lavoratori che sono già stati espulsi dall’azienda, chiedendo il loro immediato reintegro, e lo stop a ulteriori licenziamenti.”