UNISIN.DOC NUM.13 – Non è licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Da: Il Quotidiano Ipsoa – News Area Lavoro & Previdenza – 5/12/12

Non è licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Licenziamento per superamento del comporto, non si applica la riforma del lavoro

A seguito di richiesta di parere, il Ministero del Lavoro ha chiarito che il licenziamento per superamento del periodo di comporto non integra la fattispecie del licenziamento per giustificato motivo oggettivo e quindi non sono applicabili allo stesso le nuove procedure previste dall’art. 7 della Legge n. 604/1966 come modificato dalla Riforma Fornero. L’art. 7 della Legge n. 604/1966 è stato di recente modificato dalla Legge n. 92/2012 per cui al licenziamento per giustificato motivo oggettivo è, adesso, applicabile una nuova procedura che prevede un tentativo di conciliazione obbligatorio presso le Commissioni provinciali di conciliazione ex art. 410 c.p.c., istituite presso le Direzioni Territoriali del Lavoro. Stante quanto sopra è stato chiesto al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali se anche i licenziamenti per superamento del periodo di comporto siano assoggettabili alla nuova procedura e il Ministero, con nota prot. 12886 del 12 ottobre 2012, ha chiarito che l’ipotesi di recesso determinata dal superamento del periodo di comporto, espressamente disciplinata dall’art. 2119 del codice civile, non integra la fattispecie del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Pertanto, al caso di specie non sono da applicare le regole e le procedure previste dal novellato art. 7 della Legge n. 604/1966.