Unisin.doc num.14 – ridotta la quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori

Da: Il Quotidiano Ipsoa – News area ECONOMIA, FINANZIAMENTI E MERCATI – 12/12/12

ILO Ridotta la quota di reddito nazionale destinata ai lavoratori: necessario ristabilire una correlazione più stretta tra salari e produttività. Per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nella maggior parte dei paesi, i lavoratori hanno ricevuto una parte ridotta del reddito nazionale, mentre una parte più importante è andata a finire nel capitale: occorre, quindi, ristabilire una correlazione più stretta tra salari e produttività.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la quota del reddito nazionale che va ai lavoratori si è ridotta nella maggior parte dei paesi e questo ha determinato un malcontento diffuso aumentando il rischio di disordini sociali. In molti casi ciò ha avuto ripercussioni negative sull’economia, mentre l’indebitamento delle famiglie diventa insostenibile. Gli studi più recenti dimostrano che questa tendenza dura da decenni, contrariamente alle ipotesi formulate precedentemente. In 16 economie sviluppate, la quota destinata al lavoro è scesa dal 75% del reddito nazionale a metà degli anni ‘70, al 65% negli anni che hanno preceduto la crisi; questa quota è poi leggermente aumentata, per segnare una nuova diminuzione a partire dal 2009. In un gruppo di 16 paesi emergenti o in via di sviluppo, questa quota è diminuita, passando dal 62% del PIL all’inizio degli anni ‘90 al 58% prima della crisi. Anche in Cina, dove i salari sono triplicati nel corso degli ultimi dieci anni, la quota del reddito nazionale che va ai lavoratori è diminuita. Per l’ILO, ridurre il costo del lavoro per stimolare la competitività sul mercato delle esportazioni sembra essere una opzione sempre più in auge nei paesi colpiti dalla crisi ma non c’è garanzia che ciò riesca a scongiurare la stagnazione economica o ridurre il deficit attuale delle partite correnti. Quello che ci vuole è che i paesi ristabiliscano una correlazione più stretta tra salari e produttività: solo così sarà possibile perseguire insieme equità e crescita economica sostenibile.