Comunicato stampa – modificare l’Ires e l’Irap

Per tornare ad avere delle reali banche commerciali occorre modificare l’ires e l’irap: lo chiede ai politici il sindacato autonomo unisin

Perché l’Italia possa sperare di uscire dalla recessione serve ridefinire il ruolo delle aziende di credito, tornando al modello della banca commerciale, ma per spingere i banchieri verso questa prospettiva occorre che il nuovo governo modifichi l’Irap e l’Ires: a proporlo è Unità Sindacale Falcri Silcea (Unisin) in un documento inviato alle forze politiche impegnate nella campagna elettorale.

“Un progetto politico-sindacale che miri alla ridefinizione del ruolo delle banche e alla valorizzazione del lavoro bancario – sostiene il segretario generale di Unisin, Aleardo Pelacchi – deve basarsi sulla scelta prioritaria e fondante di tornare a favorire l’attività commerciale, anche attraverso interventi di natura fiscale, a discapito invece dell’attività speculativo-finanziaria. Incentivando con idonei interventi legislativi, soprattutto in materia fiscale, le attività più prettamente commerciali delle banche, si libererebbero risorse per l’economia reale, favorendo nei fatti una giusta compensazione per i soggetti che non hanno alcuna responsabilità sulla generazione dell’attuale crisi, ma che anzi ne hanno subito pesantemente gli effetti”.
Unisin ricorda che “tranne pochissime eccezioni tra cui il caso Monte dei Paschi, lo Stato italiano non è stato chiamato ad erogare aiuti al sistema finanziario, come avvenuto in altri Paesi, dove molte banche sono state salvate con i soldi pubblici”, aggiungendo che “non sono questi gli aiuti di cui hanno necessità le banche italiane, che invece, per poter continuare a svolgere il ruolo di sostegno per l’economia, abbisognano soprattutto di competere alla pari con i competitor stranieri avendo a disposizione quelle agevolazioni fiscali che sono vigenti negli altri Paesi, quali ad esempio le detrazioni fiscali sulle perdite sui crediti e sugli interessi passivi”.
In concreto, secondo Unisin, urgono interventi sull’Ires e sull’Irap, innalzando ad esempio la deducibilità sulle rettifiche di valore e sulle perdite o equiparando le aliquote applicate alle banche a quelle delle altre imprese.
“In sintesi – sottolinea la proposta elaborata dal centro studi di Unisin, diretto dal vice segretario generale Sergio Mattiacci – sotto il profilo fiscale, affinché possano rilanciare la propria attività, sostenendo la ripresa dell’intero Paese, le banche devono poter dedurre in misura maggiore i costi di impresa, devono usufruire di agevolazioni fiscali per le assunzioni e devono liberare risorse per sostenere la domanda di credito che langue per la spirale recessiva indotta dai Regolatori internazionali”.