Abbattere il digital divide per rilanciare la competitività

Inutile pensare di rilanciare la competitività delle banche italiane se si continua ad avere l’attuale livello di digital divide: lo scrive il sindacato autonomo Unisin alle forze politiche impegnate in campagna elettorale.

Il problema del divario digitale che corre tra l’Italia e gli altri Paesi europei deprime la competitività del sistema bancario italiano: lo sostiene il sindacato autonomo Unità Sindacale Falcri Silcea (Unisin) in un documento inviato alle forze politiche.
“Uno dei temi rappresentati con regolarità dall’Abi tra i passaggi ineludibili per il rilancio del settore bancario – dice il segretario generale di Unisin, Aleardo Pelacchi – è quello della competitività. Quale forza sindacale autonoma, Unisin non si sottrae al confronto, ma circoscrivere il tema della crescita di competitività del sistema bancario a una serie di processi empirici di accentramento e di esternalizzazione di alcune lavorazioni e di ridimensionamento del numero degli addetti, come stanno facendo pressoché tutti i gruppi bancari italiani, è errato e fuorviante. Ad esempio, riteniamo sia invece urgente risolvere un gap tipico del sistema Italia, tale da provocare un grave ritardo nella capacità di servizio al Paese da parte delle banche: parlo del cosiddetto digital divide, ovvero il problema di quelle fasce di famiglie ed imprese che non hanno accesso alla rete con la cosiddetta banda larga, un ostacolo che non può essere ancora sottovalutato in un confronto serio sulla produttività e competitività. Lo stesso ridimensionamento delle reti fisiche delle banche non può non tener conto sia dei livelli di alfabetizzazione informatica della popolazione, sia dell’accesso alla stessa rete”.

Secondo il documento redatto dal centro studi di Unisin, il ritardo nell’estensione della rete digitale è “il limite più rilevante che grava sulla competitività del sistema bancario italiano e mai come ora è stato necessario che responsabilmente le banche e il sindacato facciano fronte comune per sollecitare la politica a completare lo sviluppo della rete, attraverso l’utilizzo di risorse anche comunitarie, con l’obiettivo di sfruttare le potenzialità che le applicazioni legate alle nuove tecnologie possono dare in termini di Pil”. “Si tratta di potenzialità – sottolinea il sindacato – che troveranno nel personale del settore del credito il terreno più fertile per una profittevole propagazione alle imprese e alle famiglie italiane.
Il documento completo con le proposte di Unisin alla politica è disponibile sul sito www.unisin.it.