Le Banche tornino ad erogare credito all’economia reale

COMUNICATO STAMPA

Il lavoro è la priorità assoluta e per rilanciarlo occorre che le banche tornino a erogare credito all’economia reale: lo afferma il sindacato dei bancari Unisin

“Se vogliamo uscire dalla crisi e rilanciare l’occupazione è necessario che le banche tornino a finanziare l’economia reale. Il lavoro è la priorità assoluta. Gli attuali livelli di disoccupazione non sono sostenibili: meno dibattiti e agire in fretta”: lo afferma il segretario generale di Unità Sindacale Falcri Silcea (Unisin), Aleardo Pelacchi, commentando l’ultimo rapporto sugli istituti di credito italiani realizzato da Mediobanca Securities, che ipotizza la necessità di ulteriori 21 miliardi di accantonamenti per aumentare la copertura dei crediti dubbi.
“Pur comprendendo le richieste di attenzione alla copertura del rischio di credito – sottolinea Pelacchi -, quello che ci aspettiamo è l’apertura di un dibattito che metta in finalmente in discussione un’architettura regolamentare che, di fatto, ha solamente esasperato la recessione in atto. A questo punto è urgente rivedere i vincoli di finanza pubblica e l’applicazione dei criteri contenuti in Basilea 3, per evitare che l’Italia possa vedere compromessa la coesione sociale. A quel punto, avere i conti a posto o meno non avrebbe più un grande significato”.
Da tempo Unisin evidenzia che l’Italia contrappone ad un elevato debito pubblico un controllato livello di indebitamento delle imprese e delle famiglie. “In un contesto come quello attuale attuale, che vede le imprese chiudere o, comunque, in forte difficoltà anche solo per pagare gli stipendi, e con un numero crescente di famiglie costrette a ridurre drasticamente i consumi anche in campo alimentare, è evidente – afferma Unisin – che la progressiva dinamica di restrizione del credito concesso non potrà ulteriormente protrarsi senza ingenerare conseguenze drammatiche sull’intero sistema economico. È indispensabile che le banche sostengano l’economia reale, favorite da norme e regole che possano incentivare le attività commerciali a scapito di quelle speculative”.