Comunicato alle Lavoratrici ed ai Lavoratori del settore della Riscossione

A meno di una settimana dal precedente incontro, in data 11 marzo u.s. i vertici di Equitalia SpA hanno nuovamente incontrato i Sindacati, questa volta per discutere delle armonizzazioni contrattuali e del fondo esuberi.
In apertura, con una premessa di carattere socio‐politico, ci è stato rappresentato che il difficile momento dell’azienda è sostanzialmente riconducibile a due aspetti: il primo legato ad una fase di stallo del sistema politico, la cui campagna elettorale dai toni piuttosto aspri si è stratificata oltremodo con riflessi negativi sull’immagine di Equitalia, il secondo connesso agli effetti prodotti dai recenti iter legislativi che hanno drasticamente modificato gli strumenti di riscossione a disposizione. Tuttavia è impossibile non rilevare che l’immagine del settore riscossione è stata quella di alimentare l’aspetto efficacista e decisionista, perché tale messaggio doveva avere il preciso scopo di indurre i contribuenti a fare il proprio dovere e, quindi, mostrare al mondo esterno che il sistema era capace di raggiungere prontamente successi d’interessante rilievo richiesti dal momento politico allora imperante.
La fredda analisi della situazione prospettataci ‐ e che vede come attività prevalente degli AdR la lavorazione di rateizzazioni con 1.900.000 posizioni aperte‐ si traduce, di fatto, in un sostanziale pareggio del consolidato di gruppo per gli anni 2012‐2013, con crollo verticale del conto economico per il 2014 nonostante gli sforzi prodotti dall’azienda per far ripartire la macchina attraverso la razionalizzazione e l’efficientamento della spesa (sinergie con l’A.E. per le gare pubbliche). Non giova, in un quadro già critico, la riduzione dell’aggio di un punto percentuale da gennaio c.a.. Tradotto: verrà messa in discussione la corresponsione della parte variabile del salario di ciascun Lavoratore (Sistema Incentivante e Vap).
E’ stato in seguito affrontato il filo conduttore delle armonizzazioni contrattuali, dove ci è stato dichiarato che è ferma intenzione della Capogruppo formulare, in tempi brevi, una proposta unica per i tre tavoli di trattativa attualmente aperti (Nord – Centro ‐ Sud) con supervisione dei lavori da parte della stessa, mantenendo il limite invalicabile imposto dall’invarianza della spesa (riferita alla parte variabile dell’anno 2010) e nessuna nuova risorsa economica da porre in campo.
A valle della prospettiva di un contratto unico, permane –a detta della Holding ‐ la scure dell’applicazione dell’art.2112 c.c., in virtù del quale sarà applicato, in mancanza di accordo, il contratto integrativo ex Polis che, ormai scaduto, sarà oggetto di disdetta unilaterale da parte dell’azienda per rinegoziarlo “ad altre condizioni”. Inoltre, l’eventuale miglior favore economico di alcuni istituti del suddetto contratto integrativo, rispetto a quelli degli altri CIA, non sarebbe, nell’immediato, oggetto di adeguamento. La Holding, pur di garantirsi ulteriori tagli al costo del lavoro, ha dichiarato di voler procedere all’attivazione di un Fondo esuberi obbligatorio destinato a tutti i dipendenti che maturano i requisiti per l’accesso alle prestazioni del fondo entro il 30 giugno 2013 (circa 190 persone – vedi ns comunicato del 21.02.2013).Questa posizione configura una netta contraddizione rispetto a quanto rappresentatoci in occasione dell’illustrazione del piano di riorganizzazione del gruppo lo scorso novembre, i cui effetti applicativi non generavano esuberi di personale né strutturali, né di costo.
La sterilizzazione delle retribuzioni individuali, scatti e progressioni di carriera introdotti con la L.122/2010, di fatto sta congelando le buste paga dei Lavoratori del settore della riscossione già da 4 anni. L’imminente futuro non promette niente di buono in tal senso e spesso è paventata la possibilità di un nuovo congelamento a tutto il 2014, con ovvie ripercussioni anche sulle pensioni.
Di fronte alla grave situazione rappresentataci, Unità Sindacale si dichiara fortemente preoccupata e non disponibile ad avallare le scelte poste in campo dall’azienda, volte unicamente a contrarre le retribuzioni dei Lavoratori “ormai al palo da anni”, nonché ad obbligarli coercitivamente all’abbandono del posto di lavoro attraverso l’attivazione delle leve previste dalla legge per le aziende in stato di massima crisi.

Unità Sindacale chiede che l’azienda non intenda continuare a gestire un comparto così importante a colpi di decisionismo presunto manageriale; diversamente ognuno si prenderà le proprie responsabilità di quanto potrà accadere in futuro.

Roma, 12 marzo 2013

LA SEGRETERIA NAZIONALE