Il rischio occupazione non aumenti la precarietà.

COMUNICATO STAMPA

Il rischio è che nel nome dell’occupazione si aumenti la precarietà del lavoro: occorre invece ridare slancio all’economia reale, ridiscutendo il ruolo delle banche. 

Il dibattito politico ed economico nazionale si sta concentrando sul tema dell’occupazione, la grande emergenza del nostro Paese, generata da scelte finanziarie neoliberiste che hanno affossato l’economia reale. “Siamo sempre più convinti che l’occupazione possa essere rilanciata solo con interventi che mirino a dare impulso all’economia reale, attraverso un diverso ruolo delle banche a servizio del territorio, delle famiglie e delle imprese, una diversa politica fiscale – coniugata ad una più incisiva e seria lotta all’evasione – e diverse e più coraggiose politiche di welfare, capaci di riequilibrare l’asse verso le fasce più deboli della popolazione”: lo dichiara il segretario generale di Unità Sindacale Falcri Silcea, Aleardo Pelacchi.
“È in questa direzione – aggiunge Unisin, sindacato autonomo dei bancari aderente alla Confsal – che la politica deve orientarsi e non certamente verso interventi che rischino di aggravare le già deleterie forme della precarietà esistente. In quest’ottica, Unisin, da sempre impegnata nella lotta alla precarietà del lavoro, esprime preoccupazione riguardo alle possibili ricadute di alcune ipotesi di iniziative che in questi giorni vengono espresse da più fonti, che le indicano come possibili soluzioni positive per quanto riguarda il rilancio dell’economia e dell’occupazione, ma che possono invece rischiare di innalzare ulteriormente i livelli della precarietà occupazionale”.
In questo scenario, Unisin ripropone il proprio progetto di rilancio dell’economia reale e dell’occupazione attraverso l’avvio di un urgente e serio dibattito sul ruolo delle banche, che devono tornare a diventare volano dello sviluppo delle imprese e delle attività delle famiglie. “Un concreto e dinamico sostegno creditizio e progettuale al tessuto economico reale, mediato dalla professionalità del personale bancario, ed accompagnato da una seria riforma delle politiche fiscali e del welfare, può ridare slancio al nostro Paese” conclude Pelacchi.