CONFSAL-UNSA e UNISIN CONFSAL manifestano davanti al Parlamento contro il blocco dei contratti pubblici e per la modifica della riforma Fornero delle pensioni .

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 Confsal-Unsa – Federazione del comparto Ministeri – e Unità Sindacale Falcri Silcea Confsal – sindacato autonomo del credito e della riscossione tributi -, hanno manifestato oggi, 6 giugno, davanti al Parlamento, contro l’ipotesi di blocco dei contratti pubblici e contro la riforma delle pensioni, cosiddetta Legge Fornero. Nei giorni passati, il Comitato per i referendum, promosso dalla Federazione Confsal-Unsa e da Unità Sindacale Falcri-Silcea ha depositato, presso la Suprema Corte di Cassazione, quesiti referendari volti all’abrogazione della legge che blocca i contratti dei dipendenti pubblici e di alcuni articoli della legge che modifica negativamente il regime pensionistico, la cosiddetta Riforma Fornero.

Per Pelacchi, Segretario Generale di Unità Sindacale, “attraverso questi referendum si vogliono tutelare le migliaia di lavoratori costretti a proseguire l’attività lavorativa anche ben oltre i 40 anni di regolare contribuzione. Si tratta di lavoratori che in gran numero e ad un passo dalla pensione, hanno visto spostata in avanti la data di accesso al diritto.” “L’effetto della manovra – prosegue Pelacchi – ha avuto anche un impatto molto forte nel settore del credito, sia per tanti lavoratori che avevano già avuto accesso al Fondo di Solidarietà del settore (si tratta di un Fondo il cui costo è a totale carico del settore e non incide sulla spesa pubblica), sia per quanti non potranno accedervi per effetto del rilevante spostamento in avanti dell’età pensionabile.

A questo impatto dovrà aggiungersi, poi, l’effetto del calcolo della pensione con il metodo contributivo che, di fatto, diminuisce l’importo percepibile.” Fatto analogo vale per il blocco dei contratti cosiddetti pubblici, tra cui il settore della riscossione. Va aggiunto che non è impoverendo ulteriormente i lavoratori che si può rilanciare l’economia, ma attraverso gli investimenti, la ripresa dei consumi che si può favorire soltanto con stipendi maggiori, una giusta riforma fiscale che riequilibri un sistema che ha sempre inciso prevalentemente su lavoratori a reddito fisso e pensionati.”

Per Massimo Battaglia, Segretario Generale della Confsal-Unsa, la crisi che attanaglia il mondo del lavoro pubblico si aggrava ulteriormente. Il Ministro D’Alia ha fatto dichiarazioni che di fatto bloccano il rinnovo dei contratti pubblici fino alla fine del 2014.
Battaglia dichiara il netto no della Confsal-Unsa all’ennesimo blocco e chiede al Governo di rimettere al centro della propria azione il lavoro pubblico, partendo dal rinnovo dei contratti . “Se il governo intende parlare di possibile apertura dei contratti, con risorse ancora incerte, a partire solo dal 2015, la nostra risposta è la manifestazione di oggi davanti alla Camera dei Deputati a cui seguiranno ulteriori misure di lotta sindacale.” “Suggerisco al Ministro D’Alia” conclude Battaglia “di impegnare il tempo invece che nel rilasciare dichiarazioni, a trovare le risorse per sbloccare gli stipendi, perché in ballo c’è la vita di centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie oramai sulla soglia di povertà. E potrei suggerire a lui e al suo governo di partire dalla vendita selettiva del patrimonio immobiliare dello Stato valutato in più di 340 miliardi di euro da utilizzare per l’immediato sblocco del contratto e dello stipendio”.