Quarto contingente di esodati

DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 102

In attesa di istruzioni precise (Dal Quotidian Ipsoa).

Quarto contingente esodati: l’INPS non rigettera’ le domande

Con riferimento al quarto contingente di “esodati”, l’INPS specifica che si e’ in attesa di istruzioni precise per il corretto inoltro delle domande di accesso alla salvaguardia pensionistica. Si invitano le Sedi a non rigettare eventuali domande presentate dagli interessati.

Recentemente il legislatore ha stabilito ulteriori disposizioni di salvaguardia per n. 6.500 soggetti che possono accedere alla pensione in base ai requisiti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del d.l. n. 201/2011. Sono così inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio della salvaguardia, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo, a condizione che:
a. abbiano conseguito successivamente alla data di cessazione, la quale comunque non può essere anteriore al 1° gennaio 2009 e successiva al 31 dicembre 2011, un reddito annuo lordo complessivo riferito a qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, non superiore a euro 7.500;
b. risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina pensionistica vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201/2011 avrebbero comportato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, vale a dire entro il 6 gennaio 2015.
Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati, si rinvia alle procedure relative alla tipologia dei lavoratori di cui al comma 2-ter dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, come definite nel d.m. 1° giugno 2012 (integrate dal d.m. 22 aprile 2013) .
In attesa delle istruzioni, precisa ora l’INPS, in ordine alle modalità di presentazione dell’istanze per l’accesso alla salvaguardia in parola, le Sedi sono invitate a non adottare provvedimenti di reiezione, nei confronti dei soggetti che ritengano di essere beneficiari di tale ulteriore salvaguardia e che presentino domanda di pensione, anche utilizzando gli ordinari moduli e specificando di voler accedere con i benefici di cui al decreto legge n. 102, fermo restando la sussistenza dei requisiti richiesti per legge. A breve verrà rilasciato l’apposito prodotto Webdom relativo alla presentazione delle domande di pensione in salvaguardia ai sensi del decreto legge n. 102 del 2013.
L’INPS si riserva di fornire, con successivo messaggio, le istruzioni di carattere generale relative alla salvaguardia in parola.

Messaggio Inps n.114254  – Salvaguardia ai sensi dell’articolo 11, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102 (c.d. Salvaguardia dei 6.500). Modalità di gestione delle domande di pensione già presentate o che dovessero essere presentate dai soggetti di cui al comma 1 dell’articolo 11 del d.l. n. 102/2013.

In attesa di istruzioni precise

Quarto contingente esodati: l’INPS non rigettera’ le domande

Con riferimento al quarto contingente di “esodati”, l’INPS specifica che si e’ in attesa di istruzioni precise per il corretto inoltro delle domande di accesso alla salvaguardia pensionistica. Si invitano le Sedi a non rigettare eventuali domande presentate dagli interessati.

 

Recentemente il legislatore ha stabilito ulteriori disposizioni di salvaguardia per n. 6.500 soggetti che possono accedere alla pensione in base ai requisiti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del d.l. n. 201/2011. Sono così inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio della salvaguardia, anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo, a condizione che:

a. abbiano conseguito successivamente alla data di cessazione, la quale comunque non può essere anteriore al 1° gennaio 2009 e successiva al 31 dicembre 2011, un reddito annuo lordo complessivo riferito a qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, non superiore a euro 7.500;

b. risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla disciplina pensionistica vigente prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201/2011 avrebbero comportato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 201 del 2011, vale a dire entro il 6 gennaio 2015.

Ai fini della presentazione delle istanze da parte dei lavoratori interessati, si rinvia alle procedure relative alla tipologia dei lavoratori di cui al comma 2-ter dell’articolo 6 del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, come definite nel d.m. 1° giugno 2012 (integrate dal d.m. 22 aprile 2013) .

In attesa delle istruzioni, precisa ora l’INPS, in ordine alle modalità di presentazione dell’istanze per l’accesso alla salvaguardia in parola, le Sedi sono invitate a non adottare provvedimenti di reiezione, nei confronti dei soggetti che ritengano di essere beneficiari di tale ulteriore salvaguardia e che presentino domanda di pensione, anche utilizzando gli ordinari moduli e specificando di voler accedere con i benefici di cui al decreto legge n. 102, fermo restando la sussistenza dei requisiti richiesti per legge.

A breve verrà rilasciato l’apposito prodotto Webdom relativo alla presentazione delle domande di pensione in salvaguardia ai sensi del decreto legge n. 102 del

2013.

L’INPS si riserva di fornire, con successivo messaggio, le istruzioni di carattere generale relative alla salvaguardia in parola.