Il Punto su Num.11/2014 – Diritto al risarcimento

In caso di durata “non ragionevole” del processo il cittadino ha diritto al risarcimento.

11 2014

Con la Legge 24 marzo 2001 n. 89 (c. d. Legge Pinto), il Legislatore – dopo varie resistenze e sotto il rischio di sanzioni della Comunità europea – è stato, di fatto, costretto a recepire il dettame dell’art. 6 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali che prevede l’obbligo per gli Stati aderenti di garantire un processo equo e una durata ragionevole dello stesso.

Con tale Legge viene così codificato un procedimento giudiziale da svolgersi presso le Corti di Appello territorialmente competenti al termine del quale, in caso di tempi non congrui del procedimento civile, amministrativo o penale, viene  emesso un decreto ingiuntivo nei confronti dello Stato per il pagamento di una somma fra i 500 e i 1.500 euro, per ogni anno o frazione di anno superiore a sei mesi che superi il termine ragionevole del processo. L’art. 2 della stessa Legge fissa, poi, i termini della “durata ragionevole” del procedimento che, brevemente, sono: 3 anni per il primo grado, 2 anni per l’appello e 1 anno per il giudizio di legittimità.

Legge 24 marzo 2001, 89 (c.d.Legge Pinto)