Buoni pasto, Governo non tassi uso cumulativo

Stop a campagna stampa contro libero utilizzo

 

bpastoDa alcune settimane assistiamo ad una inaudita campagna stampa, condotta sui principali mass media nazionali, contro il diritto dei lavoratori al libero utilizzo dei buoni pasto” denuncia Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN, che spiega che “dal 1° luglio scorso è entrato in vigore esclusivamente l’innalzamento della soglia di esenzione fiscale da € 5,29 ad € 7,00 per i buoni pasto elettronici, mentre nulla è cambiato in merito alla fruibilità degli stessi”. Contrasto reagisce ad “una campagna stampa che mette in discussione il diritto all’utilizzo cumulativo dei buoni pasto” e chiarisce che “in merito all’uso dei buoni pasto nulla è cambiato: il limite relativo alla loro spendibilità, che si vorrebbe consentita per un solo buono al giorno, è preesistente da anni e deriva da interpretazioni dell’agenzia delle entrate e non da esplicite norme di legge, e finora è rimasto praticamente inattuato proprio per la sua illogicità”.

Infatti, spiega il Segretario Generale di UNISIN, “il diritto al buono pasto, ed in particolare al relativo importo, è frutto della contrattazione collettiva ed, in quanto tale, rappresenta un diritto per i lavoratori e non può essere messo in discussione agendo sulle relative modalità di utilizzo”. Se il problema consiste nei benefici fiscali connessi, che sarebbero dovuti solo nel caso di uso giornaliero del buono pasto e non di uso cumulativo, “davvero – attacca Contrasto – in un Paese in testa a tutte le classifiche mondiali in tema di evasione ed elusione fiscale si può pensare, senza ricoprirsi di ridicolo, che il problema lo si affronti con limitazioni all’uso dei buoni pasto?”. “Il Governo attuale – si chiede il Segretario Generale di UNISIN – dopo aver cancellato la detassazione dei premi di produttività, che si era rivelata virtuosa ed efficace, andando di fatto ad inasprire la pressione fiscale sul lavoro dipendente, vuole ulteriormente penalizzare i lavoratori tassando i buoni pasto in caso di uso cumulativo?”. Conclude Contrasto, “la campagna mediatica in atto non ha nulla di casuale: sappia il Governo che in caso di limitazioni al diritto di fruire liberamente dei buoni pasto o ai relativi benefici fiscali, in un sol colpo si troverà a fronteggiare la contrarietà non solo dei lavoratori, ma anche di commercianti, società emettitrici e degli stessi datori di lavoro che incorrerebbero, a loro volta, in un innalzamento della pressione fiscale e contributiva, di certo non gradita e opportuna”.

 

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