Comunicato Stampa – riforma delle BCC

Riteniamo che l’esigenza di creare le condizioni di maggior solidità patrimoniale delle Banche di Credito Cooperativo dovrà necessariamente tener conto degli aspetti direttamente legati all’economia reale dei territori di riferimento, e – per le ricadute della riforma che maggiormente preoccupano il Sindacato – dovrà garantire i livelli occupazionali e professionali dei dipendenti delle Banche coinvolte nella possibile costituzione di un unico Gruppo delle Bcc”. E’ quanto si legge nella relazione consegnata da Unisin durante l’audizione presso la Commissione Finanze della Camera sulla Riforma delle Banche di Credito Cooperativo.

“E’ un dato di fatto – prosegue la relazione – che il Paese non sia ancora uscito completamente dalla profonda crisi economica. Il Sud del Paese inoltre continua ad essere escluso dalla possibilità di inserirsi in un circolo economico virtuoso indispensabile ad una definitiva e consolidata ripresa economica di tutto il Paese. La Riforma rischia di isolare ancora di più il Nostro Mezzogiorno perché il consolidamento porterebbe i centri decisionali lontano dai territori di riferimento, come accaduto in passato con la creazione dei grandi Gruppi Bancari a seguito del consolidamento del Sistema Bancario”.
“Per ciò che concerne l’aspetto relativo alla garanzia statale sulla emissione di titoli Abs senior a fronte delle operazioni di cartolarizzazione occorre rilevare – in primo luogo – che da un’indagine della Banca d’Italia condotta sui primi 25 Gruppi Bancari, prendendo come riferimento il periodo 2011-2014, il tasso di recupero delle liquidazioni è stato superiore al 40%. Ciò detto si comprende che in un lasso di tempo che non superi i 5 anni il Sistema, che ha un tasso di copertura medio dei non performing loans NPL pari al 58,7 a dicembre 2014, potrebbe non subire perdite rilevanti”.
“Le Banche originator (che cedono i NPL) potrebbero invece accusare perdite importanti qualora, come previsto dai regolatori, cedessero il portafoglio NPL a prezzi di mercato dove la cessione pro-soluto alla società veicolo (SPV) non tiene conto anche di un aspetto
importante della situazione delle sofferenze del nostro Sistema Bancario, ovvero, quella delle garanzie rilasciate dai debitori a fronte dei finanziamenti ricevuti, garanzie costituite spesso anche da beni immobiliari. Per questo motivo le stesse Banche hanno più volte sollecitato interventi legislativi specifici al fine di adeguare la tempistica delle soluzioni delle cause civili alla media europea”.

Visualizza il comunicato >>