La riforma delle BCC

Prima di evidenziare gli aspetti specifici della riforma in oggetto si deve, innanzitutto, far riferimento alle principali ricadute, sull’economia e sui dipendenti delle Banche, che si sono verificate per effetto del processo di consolidamento del Sistema Bancario Italiano avvenuto negli ultimi 20 anni.
La storia insegna, infatti, che la creazione di Grandi gruppi Bancari – determinati dall’esigenza, alla fine degli anni novanta, di competere a livello dimensionale e reddituale con gli altri player Continentali – ha dato origine a tutta una serie di riorganizzazioni, incorporazioni e fusioni che hanno profondamente modificato il Sistema bancario Italiano.

Queste ristrutturazioni hanno prodotto un cambiamento radicale del Settore dove i centri decisionali delle banche preesistenti le fusioni sono stati accentrati in alcune zone a discapito di altre generando inevitabilmente, nel tempo, una perdita di legame con i territori di pertinenza da parte degli stessi grandi Gruppi bancari.
Oggi parliamo di alti livelli di crediti in sofferenza (Non Performing Loans) bene Noi crediamo che al di là delle operazioni incomprensibili, balzate “al disonore della cronaca”, occorre rilevare che il modello di banca affermatosi con la stagione delle fusioni e delle concentrazioni in grossi gruppi bancari, non ha solamente determinato l’allontanamento progressivo della banca dal territorio di riferimento, ma anche visto nascere l’adozione e l’affermazione di modelli di valutazione del merito creditizio “impersonali”, basati su analisi che si sono avvalse di tecniche originate dall’elaborazione automatizzata di informazioni per lo più standardizzate. Venendo meno la conoscenza diretta della clientela è venuta meno una gestione dei crediti maggiormente aderente alla concreta e reale affidabilità del cliente.
Dopo questa premessa, per ciò che concerne le Banche di Credito Cooperativo, riteniamo che l’esigenza di creare le condizioni di maggior solidità patrimoniale dovrà necessariamente tener conto degli aspetti direttamente legati alla economia reale dei territori di riferimento, e – per le ricadute della riforma che maggiormente preoccupano il Sindacato – dovrà garantire i livelli occupazionali e professionali dei dipendenti delle Banche coinvolte nella possibile costituzione di un unico Gruppo delle Bcc.
E’ un dato di fatto che il Paese non è ancora uscito completamente dalla profonda crisi economica dove, ai noti problemi legati alle finanza pubblica, si aggiungono quelli determinati da una crescita del Prodotto Interno di pochi decimali dopo anni di contrazione
e dove il Sud del Paese continua ad essere escluso dalla possibilità di inserirsi in un circolo economico virtuoso indispensabile ad una definitiva e consolidata ripresa economica di tutto il Paese.
La riforma rischia di isolare ancora di più il Nostro Mezzogiorno che ha già perso, come detto, nel corso degli anni i centri decisionali delle banche presenti.
Per ciò che concerne l’aspetto relativo alla garanzia statale sulla emissione di titoli Abs senior a fronte delle operazioni di cartolarizzazione occorre rilevare – in primo luogo – che da un indagine della Banca d’Italia condotta sui primi 25 Gruppi Bancari, prendendo come riferimento il periodo 2011-2014, il tasso di recupero delle liquidazioni è stato superiore al 40%. Ciò detto si comprende che in un lasso di tempo che non superi i 5 anni il Sistema, che ha un tasso di copertura medio dei non performing loans NPL pari al 58,7 a dicembre 2014, potrebbe non subire perdite rilevanti.
Le Banche originator (che cedono i NPL) potrebbero accusare perdite importanti qualora, come previsto dai regolatori, cedessero il portafoglio NPL a prezzi di mercato dove la cessione pro-soluto alla società veicolo (SPV) non tiene conto anche di un aspetto importante della situazione delle sofferenze del nostro Sistema Bancario, ovvero, quella delle garanzie rilasciate dai debitori a fronte dei finanziamenti ricevuti, garanzie costituite spesso anche da beni immobiliari.
Per questo motivo le stesse Banche hanno più volte sollecitato interventi legislativi specifici al fine di adeguare la tempistica delle soluzioni delle cause civili alla media europea.
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