Per la stabilità del sistema del credito, il Governo ascolti anche i lavoratori

“Osserviamo con estrema attenzione le grandi manovre in corso in questi giorni per la costruzione di un veicolo che garantisca gli aumenti di capitale e la gestione dei crediti deteriorati delle banche italiane – afferma il Segretario Generale di UNISIN Emilio Contrasto – poiché potrebbe trattarsi di una soluzione che, dando maggiore stabilità al sistema del credito in Italia, favorirebbe gli investimenti e l’occupazione”.

“Sarebbe tuttavia necessario ed opportuno – secondo Contrasto – che oltre a coinvolgere le principali Banche nazionali, le Fondazioni bancarie e la Cassa Depositi e Prestiti, il Governo ascoltasse anche i rappresentanti dei lavoratori, perché molto abbiamo da dire in merito alle misure più efficaci e concretamente praticabili per la solidità del sistema creditizio italiano”.
“Da troppi anni, infatti, – lamenta il Segretario Generale di UNISIN – le nostre osservazioni, argomentazioni ed invocazioni sono inascoltate ed i risultati non appaiono certo dei più brillanti. Siamo convinti che, qualunque iniziativa venga posta in essere, non si possa prescindere da una maggiore sinergia tra l’attività bancaria e l’economia reale, dal reale ascolto delle esigenze dei territori, delle famiglie e delle imprese, dalla valorizzazione delle grandi professionalità presenti nelle Banche italiane e – non ultimo – dall’individuazione di responsabilità per politiche e strategie fallimentari e, in taluni casi, addirittura illegali nella gestione di importanti Banche oggi in crisi, anche al fine di recuperare il fondamentale clima di fiducia da parte della clientela nei confronti del sistema bancario italiano, oggi compromesso a causa delle scelte scellerate di pochi”.

“Oggi – conclude Contrasto – ancora non si è intrapresa questa direzione e la scelta, ad esempio, dell’assemblea dei soci di BPVi, di poche settimane fa, di non procedere alle azioni di responsabilità nei confronti del vecchio top management ne è un’eclatante dimostrazione. Come Sindacato siamo pronti a confrontarci con il Governo e tutti gli altri interlocutori per fornire il nostro contributo”.

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