La chiusura di equitalia è un atto populista

CHIUSURA EQUITALIA ATTO POPULISTA.

SELEZIONE DEL PERSONALE PROVOCAZIONE OFFENSIVA DELLA DIGNITÀ E DELLA PROFESSIONALITÀ DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

“Con le scelte del Governo, realizzate attraverso il Decreto Legge “fiscale” che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella giornata di domani si è, ancora una volta, puntato il dito contro i Lavoratori di Equitalia. Attraverso le nuove norme, introdotte dal decreto già firmato dal Presidente della Repubblica, l’Esecutivo mira esclusivamente a fare bieco populismo e, evidentemente, a surriscaldare il clima elettorale in vista del prossimo referendum costituzionale” afferma il Segretario Generale di UNISIN, Emilio Contrasto, per il quale “è importante ricordare che Equitalia è una società pubblica che, per propria funzione istituzionale è chiamata, per legge, al compito ingrato della riscossione, anche coattiva, delle entrate tributarie e locali affidatele dagli enti impositori”.

Secondo il Segretario Generale di UNISIN, “affermare che dalla chiusura di Equitalia si possano recuperare risorse pubbliche grazie all’abbattimento di smisurati interessi e more previste dalla filosofia da cui Equitalia partiva, è un atto censurabile e non rispondente alla realtà dei fatti. Equitalia non si muove sulla base di una filosofia ma agisce all’interno di un perimetro normativo, fatto di Testi Unici e di provvedimenti legislativi, frutto esclusivamente di scelte politiche dei Governi che si sono avvicendati”.

“Ad aggravare la situazione concorre – secondo il Segretario Generale di UNISIN – l’assenza di garanzie sulla futura collocazione degli attuali Lavoratori di Equitalia e, addirittura, una norma sulla selezione che gli stessi Dipendenti dovrebbero affrontare all’atto del passaggio nella nuova Agenzia di riscossione pubblica: così si mettono in dubbio le competenze e la professionalità, come una sorta di presunzione d’incompetenza, di circa 8.000 lavoratori, calpestandone la dignità. Esistono da sempre norme per colpire e punire i fannulloni, che non sono certo difesi dal Sindacato, quindi non si vede la necessità di una norma discriminatoria e demagogica. Come Organizzazione Sindacale rappresentativa anche delle Lavoratrici e dei Lavoratori della riscossione, non possiamo, quindi, che prendere nettamente le distanze dalle modalità e dai termini scelti dal Presidente del Consiglio, che non si confanno ad un servitore dello Stato nel rivolgersi a persone che, a loro volta, operano al servizio degli enti impositori, in virtù di un mandato istituzionale”.

Per Contrasto, infine, “è irresponsabile l’atteggiamento del Governo che sicuramente alimenterà ulteriore astio nei confronti di un soggetto già inviso, seppure essenziale per il recupero delle entrate. Troppo frequentemente la rabbia dei contribuenti, anche per un sistema fiscale iniquo e tutelante dei cosiddetti poteri forti, si è riversata verso Lavoratori dell’Agenzia, colpevoli solo di eseguire con professionalità il proprio dovere. Così come è irresponsabile richiamare come elemento di novità l’abbattimento di smisurati interessi e more, che potrebbe avere un effetto perverso in termini di aumento dell’evasione. Come Sindacati del settore ci opporremo con tutti gli strumenti politici e giuridici ad un obbrobrio normativo pericoloso per il Paese e le famiglie delle Lavoratrici e dei Lavoratori di Equitalia”.

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