LE MERAVIGLIE DEL TURBOCAPITALISMO FINANZIARIO

In questi giorni la stampa offre importanti spunti di riflessione.
Iniziamo con il segnalare l’articolo pubblicato in data 15 marzo u.s. sul “Corriere della Sera” da Massimo Gramellini titolato “Stressato come un bancario”.
Dopo tanti luoghi comuni e tanta superficialità o ventilate caccia alle streghe finalmente un articolo che restituisce alla realtà quel nuovo modo di lavorare che non riguarda certamente solo i bancari ma che colpisce, assieme a tutto il mondo del lavoro, anche i bancari.
Gramellini definisce l’attuale modo di lavorare come “le meraviglie del turbocapitalismo finanziario” decantate solo da chi non è mai stato toccato dal suo pungiglione.
Nell’articolo si evidenzia che l’82% degli impiegati di banca soffre d’ansia e che il 28% fa uso di psicofarmaci.
Gramellini puntualizza anche le cause e tra queste mette in risalto il “fare budget” il più in fretta possibile, i manager sempre più passeggeri, i clienti che vanno divisi in ingenui, fiduciosi ed in qualche caso sin troppo avidi nell’accettare rischi assurdi di cui poi incolperanno chi ha indotto loro a correrli.
Il terminale finale di tanta pressione, spesso, alla fine è il “povero bancario” che viene preso in mezzo e colpevolizzato per ogni evento accaduto: se agisce con prudenza perde il posto, se agisce con bramosia perde la faccia.
Va poi letto con attenzione in linea più generale, l’ennesimo intervento di Papa Francesco riguardante il mondo del lavoro.
“Chi per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari, chiude fabbriche e toglie il lavoro agli uomini fa un peccato gravissimo” e “bisogna fare di tutto perché ogni uomo e ogni donna possa lavorare e possa così guardare in faccia gli altri con pari dignità”.
Basterebbe che questi due pensieri trovassero applicazione nella società, nel nostro Paese per fare cambiare rotta ad una situazione che continua a considerare l’uomo come un oggetto “usa e getta”.
UNISIN ha da sempre lavorato ed intende continuare a lavorare per una società che rimetta al CENTRO LA PERSONA, restituendo ad ognuno ruolo e dignità, esattamente ciò che predica e propone Papa Francesco.
Articoli come quello di Massimo Gramellini e denunce come quelle di Papa Francesco sono segnali importanti che ci dimostrano che un altro mondo è possibile e che occorre insieme lavorare per poterlo costruire.
E proprio sulla strada del fare e del concreto, ci piace – infine – ricordare il recente accordo sulle “politiche commerciali e organizzazione del lavoro” sottoscritto tra i Sindacati e l’ABI lo scorso 8 febbraio. Un accordo indispensabile non solo per i Lavoratori del Settore credito ma anche e forse soprattutto per la clientela delle Banche, sempre più alla ricerca di quel rapporto di fiducia in parte compromesso, negli ultimi tempi, dagli effetti della crisi finanziaria e dalle brutte notizie di cronaca riguardanti alcune Banche italiane
Per la prima volta, le parti nazionali hanno introdotto un insieme di strumenti, effettivamente esigibili, in grado, tra le altre cose, di riaffermare la centralità del Settore a sostegno dell’economia dell’intero Paese ed a tutela del risparmio nell’interesse di famiglie, imprese e territori; di intervenire sulle indebite pressioni commerciali; di diffondere la cultura delle regole e della prevenzione dei comportamenti eventualmente non conformi; di orientare l’evoluzione delle imprese bancarie verso uno sviluppo socialmente sostenibile e compatibile e di affermare la necessità di un’organizzazione del lavoro trasparente e sostenibile, in grado anche di individuare con chiarezza le varie responsabilità.

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