12.07.2017 comunicato – si riparte, ma non dal personale

Come noto, dal 1° luglio scorso, ha avuto avvio la partenza del nuovo ente pubblico economico denominato “Agenzia delle entrate-Riscossione”, a seguito dello scioglimento, in pari data, delle società Equitalia S.p.A. ed Equitalia Servizi di riscossione S.p.A..
Tempestivo è stato il cambiamento di insegne, logo, indirizzo posta elettronica, pec, dominio; meno puntuale, invece, e non solo come tempi, la consegna delle lettere di trasferimento al personale.
E’ altrettanto noto, infatti, che, in funzione della costituzione del nuovo ente disposta con il D.L. 193/2016 convertito in Legge 225/2016, il rapporto di lavoro dei dipendenti delle società contestualmente sciolte prosegue, senza soluzione di continuità, ai sensi dell’art. 2112 c.c., alle dipendenze del nuovo ente Agenzia delle entrate-Riscossione.
Quindi, con avviso pubblicato su Open Space il 4 luglio 2017, la Direzione Risorse Umane del nuovo Ente ha informato tutto il Personale della disponibilità, nella piattaforma aziendale, della comunicazione relativa al trasferimento del rapporto di lavoro all’Agenzia delle entrate-Riscossione con effetto dal 1° luglio 2017, rinviando, invece, per la presa visione della struttura organizzativa di assegnazione, direttamente alla consultazione dell’elenco pubblicato sulla intranet aziendale.
Ebbene, estraendo il documento dalla piattaforma, constatiamo di ricevere, per la prima volta, una lettera indirizzata “A tutto il personale della Agenzia delle entrate-Riscossione”, contraddistinta da unico protocollo, senza indicazione del nominativo del dipendente e il riferimento alla presa visione della comunicazione stessa.   Dell’adempimento aziendale riferito, preme evidenziare il modus operandi alquanto originale, inusuale e di dubbia ritualità e utilità, prescelto dal nuovo Ente e sottoscritto dal Responsabile delle Risorse Umane.
In pratica, attraverso la firma del Responsabile del procedimento amministrativo, l’Azienda ha formalizzato il trasferimento al nuovo Ente in modo cumulativo, anziché, come in precedenza avvenuto e secondo le modalità in uso per il tipo di comunicazione, con lettera individuale al dipendente; se non altro per l’esigenza di autosufficienza del documento stesso, buona prassi e buon senso avrebbero suggerito la consegna, invece, di una comunicazione personalizzata, anche ai fini dimostrativi del proprio rapporto di lavoro verso i terzi; trattasi, infatti, di lettera che dà notizia di una modifica dello status giuridico soggettivo del rapporto di lavoro, che, nonostante prosegua senza soluzione di continuità, continua alle dipendenze di un nuovo e diverso (anche per tipologia, “ente pubblico economico”) soggetto giuridico, a valere dal 1° luglio scorso.

Ovviando alla consegna personalizzata sia della comunicazione di trasferimento del rapporto di lavoro che di assegnazione alla struttura operativa, è evidente che l’Ufficio Risorse Umane ritenga comunque assolto l’onere di informazione nei confronti del dipendente, tale sistema non prevedendo la documentazione dell’esito di “presa visione” individuale. Meraviglia, peraltro, alla luce di quanto emerso, come l’azienda possa chiedere, invece, la “presa visione” individuale di eventuale documentazione normativa (Piano anticorruzione, Modello organizzativo, ecc.) cui attenersi in osservanza di quello stesso rapporto di lavoro, il cui passaggio non risulta formalmente tracciato.
Viene da chiedersi, poi, all’occorrenza, come comportarsi ai fini documentativi del rapporto di lavoro (nelle sedi istituzionali, giudiziarie, INPS, ecc.), per non incorrere nella violazione di norme sulla riservatezza e sulla diffusione di dati non autorizzati, sanzionate anche dal Codice Etico: infatti, nel testo della lettera non risultano indicati entrambi i soggetti del rapporto (oltre al datore, emerge il richiamo generico “a tutto il personale”), conseguendone che, unitamente all’esibizione della lettera “cumulativa”, di per sé sola insufficiente a dimostrare lo status di dipendente del singolo, il lavoratore dovrebbe produrre, poiché espressamente ivi richiamato, l’elenco intero del personale, costituente, in questo caso, parte integrante e sostanziale della lettera di appartenenza all’ente-datore di lavoro, ai fini della riconducibilità del singolo all’ente stesso in un determinato tempo.
Quanto detto viene portato all’attenzione del nuovo Ente, al quale ricordiamo, con l’occasione, che le Risorse Umane, di cui si fa un gran dire all’interno del Codice Etico (raramente seguito da azioni), hanno innanzitutto un nome, cui corrisponde un’identità lavorativa.

Attendiamo pertanto lettera di trasferimento del rapporto di lavoro nominativa.

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