57° Assemblea ABI – 12 luglio 2017

Antonio Patuelli Presidente Abi

Uniformare le regole in contesto UE, eliminare gli ostacoli burocratici al rilancio del Paese e punire i responsabili delle crisi bancarie.

“È necessario mettere in sicurezza il sistema e per farlo serve uniformare il sistema di regole in un contesto sovranazionale, a livello europeo” dichiara il Segretario Generale di UNISIN, Emilio Contrasto, a margine dell’assemblea annuale dell’ABI – l’Associazione Bancaria Italiana – oggi a Roma.
Il Segretario Generale di UNISIN valuta positivamente la relazione del Presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, che conferma la solidità del Sistema bancario italiano ed evidenzia la capacità dello stesso Sistema di adattarsi, anche meglio rispetto agli altri Paesi europei, alle nuove sfide lanciate dal mercato. Secondo Contrasto “le diversità di trattamenti e di applicazione delle regole, in un ambito già caratterizzato da un sistema unico di vigilanza e da un meccanismo di risoluzione unico, tradiscono una certa resistenza di localismi e nazionalismi, oggi non solo inaccettabili ma anche potenzialmente molto dannosi”.
“Lo stesso Governatore Visco – prosegue Contrasto – conferma nella sua relazione che lo sviluppo economico resta frenato dalle rigidità e dalle inefficienze del contesto. E’ tempo che tutte le forze interessate facciano fronte comune per intervenire su tutte queste situazioni che, ancora oggi, sono il vero freno al rilancio economico del nostro Paese ed al recupero di produttività e redditività delle Banche. Il Sindacato conferma la volontà di operare in tale direzione e chiede a Stato ed Istituzioni un effettivo e concreto impegno in tal senso”.
“Al tempo stesso – aggiunge il Segretario Generale di UNISIN – non è ammissibile che i responsabili delle cattive gestioni di banche e gruppi bancari, con effetti devastanti su interi territori, sul Settore, e sull’economia in generale, senza dimenticare le ricadute sul tessuto sociale del Paese in termini di posti di lavoro e di risparmi bruciati, godano di una sostanziale impunità. Su questo, la Magistratura deve necessariamente fare il suo corso ed, al tempo stesso, è necessario che il Settore isoli i cattivi manager e denunci le cattive gestioni. Apprezziamo, quindi, le parole del Presidente Patuelli che, anche a nome di ABI, si associa alle richieste da tempo avanzate dal Sindacato”.
Inoltre, denuncia che “al di là delle enunciazioni di principio ascoltate, continua a farsi notare l’assenza, anche per effetto delle rigidità, delle inefficienze e dei diversi trattamenti normativi sopra ricordati, di una prospettiva strategica che miri all’effettivo rilancio del ruolo delle Banche nelle economie dei territori di riferimento ed a sostegno della clientela; un rilancio che vada, quindi, finalmente oltre il mero, ed oramai inflazionato, contenimento dei costi del personale e la chiusura degli sportelli”.
Conclude precisando che “il nuovo contratto nazionale dovrà quindi rafforzare le tutele previste nel capitolo ‘area contrattuale’, confermando le previsioni attuali e normando tutti in nuovi mestieri, le nuove professionalità e le nuove attività che si stanno via via affacciando nel mondo del credito”.

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