Banche: In Sicilia i sindacati chiedono l’intervento del Governo regionale a tutela del territorio

Oggi si è svolta in Commissione Legislativa Permanente “Attività Produttive”, un’audizione dei rappresentanti sindacali del settore credito FABI, FISAC-CGIL, FIRST CISL, UILCA e UNISIN in merito alle problematiche legate al ridimensionamento degli organici che sta interessando il settore bancario in Sicilia alla presenza del Presidente Orazio Ragusa, e con l’importante partecipazione dell’Assessore regionale dell’economia, Gaetano Armao, il quale ha dato il giusto peso alla convocazione. Anche il deputato regionale Emanuele
Dipasquale del PD, ha dato il suo contributo, anticipando che l’interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico sulla desertificazione delle agenzie nell’isola, sarà discussa a breve in aula.
L’intervento dei diversi rappresentanti sindacali ha posto l’accento su come le numerose chiusure di sportelli bancari in Sicilia abbia tolto a numerose comunità locali l’apporto essenziale dei servizi bancari. Inoltre nel corso degli interventi è stato osservato come in Sicilia la flessione degli organici e la chiusura degli sportelli sia superiore alla media del sistema.
Il Segretario Regionale Unisin (Unità Sindacale Falcri – Silcea – Sinfub), Antonio Li Causi è intervenuto rimarcando come, pur condividendo la difficoltà del sindacato a fronte dei tanti accordi firmati, per l’esodo dei lavoratori più anziani, si sia registrato nella regione un sostanziale squilibrio tra le uscite, interessanti la popolazione bancaria siciliana, e le assunzioni previste dagli accordi, quasi mai effettuate in Sicilia. La nostra regione, ricorda Antonio Li Causi “sconta altresì il progressivo depauperamento delle professionalità e dei centri decisionali delle banche. Condividiamo le iniziative del Governo Regionale che mirano ad una interlocuzione diretta con ABI per la comunicazione dei piani di dismissione
sportelli. Abbiamo infine condiviso l’importanza di una ristrutturazione del settore regionale dei confidi che può sbloccare la stretta creditizia attuale conferendo un ruolo al Governo Regionale”.
“Abbiamo con l’ABI, un’interlocuzione diretta – ha detto l’Assessore Armao – ma dobbiamo dire che la deregolamentazione del sistema bancario ha generato purtroppo la libera chiusura degli sportelli bancari, per cui riteniamo sia indispensabile un piano di sviluppo per il Sud, ad ABI abbiamo chiesto anche di sapere per tempo la chiusura degli sportelli”. “L’assistenza ai clienti è indispensabile in Sicilia, ha aggiunto Armao, dettata dal livello di alfabetizzazione informatica di cui non tengono conto le banche al Sud, con dei tempi di
adattamento da parte dell’utenza allo stato attuale impossibile”. “E’ uno spopolamento drammatico, replica Armao, da qui al 2065, dobbiamo intervenire in tempo, non possiamo purtroppo impedire alle banche di chiudere le agenzie, ma possiamo contrastare lo spopolamento dei piccoli paesi, convincendoli ad un piano di dismissione condiviso, chiederemo ad ABI un incontro per appurare se c’è in atto una discriminazione nei confronti della Sicilia”. “Oltre al fenomeno della liquidità trasferita continuamente dagli istituti bancari dal Sud al Nord, lanciamo un grido d’allarme per gli NPL, i crediti deteriorati, ha concluso Armao, le banche li hanno cartolarizzati quindi venduti a società esterne, all’interno dei crediti deteriorati ci sono anche garanzie reali e personali, per questo siamo molto preoccupati per il futuro degli imprenditori, dei lavoratori e della gente
comune, per noi resta vitale e determinante il credito agevolato per le imprese e per il tessuto sociale”.

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