IL PUNTO SU NUM.21/2019 – INTRASFERIBILITA’ DEL LAVORATORE CHE ASSISTE UN DISABILE

 IL LAVORATORE CHE ASSISTE UN DISABILE NON PUO’ ESSERE IN NESSUN CASO TRASFERITO SENZA IL SUO CONSENSO

La Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, con propria Ordinanza n. 21670 emessa il 23 agosto 2019 è intervenuta nuovamente sul diritto alla inamovibilità del Lavoratore che assiste un familiare disabile convivente, ai sensi della Legge 104/1992.
La pronuncia dei Giudici di Cassazione riveste particolare interesse in quanto rafforza il principio dell’intrasferibilità del Lavoratore, “ancorandolo” al luogo geografico di esecuzione della prestazione.

La Suprema Corte è intervenuta su una Sentenza della Corte di Appello di Ancona che, ribaltando la decisione del Tribunale di Pesaro, aveva dichiarato legittimo il trasferimento del Lavoratore (destinatario dei benefici di Legge per l’assistenza a familiare disabile) disposto dal Datore di Lavoro su altra sede lavorativa dello stesso Comune. La Corte di Appello aveva motivato la propria decisione dichiarando: “che il trasferimento, pur comportando una maggiore distanza tra sede di lavoro e luogo di dimora della persona disabile assistita, non era tale da incidere in maniera negativa sul concreto esercizio del diritto all’assistenza”.

I Supremi Giudici, accogliendo il ricorso del Lavoratore, hanno invece ritenuto che la Corte territoriale non si sia uniformata al principio di diritto, secondo il quale “il divieto di trasferimento del Lavoratore che assiste il familiare disabile convivente opera ogni volta muti definitivamente il luogo geografico di esecuzione della prestazione, anche nell’ambito della medesima unità produttiva (composta da più sedi di lavoro nello stesso Comune) che comprenda uffici dislocati in luoghi diversi, in quanto il dato testuale contenuto nella norma, che fa riferimento alla sede di lavoro, non consente di ritenere tale nozione corrispondente all’unità produttiva di cui all’art. 2103 del codice civile”.
Conseguentemente, la Corte di Cassazione ha ordinato l’annullamento della precedente Sentenza della Corte di Appello e rinviato alla stessa Corte, in diversa composizione, il nuovo esame della fattispecie dedotta in giudizio. Inoltre, la Suprema Corte ha ordinato che il nuovo esame dovrà tenere conto del principio di diritto sopra riportato.

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Sentenza Cassazione n_ 21670 del 23_8_2019