UNICREDIT PIANO INDUSTRIALE: CONTRASTO NO A NUOVA MACELLERIA SOCIALE

Al termine della presentazione del nuovo piano industriale di UNICREDIT Emilio Contrasto, Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL – Unità Sindacale Falcri / Silcea / Sinfub, afferma senza mezzi termini che “il Piano così come proposto è inaccettabile”.

“Non può e non dovrà essere una nuova macelleria sociale, i Lavoratori ed il Sindacalo si ribellerebbero e la clientela non lo sopporterebbe: 8.000 esuberi nel Gruppo di cui altri 5.500 solo in Italia (6.000 considerato il vecchio piano) e 450 filiali da chiudere nel nostro Paese sono dati impresentabili”.
“Le scelte già compiute dal CEO Mustier – spiega Contrasto – destano forte preoccupazione: si cerca di patrimonializzare un gruppo così importante, magari per favorire nuove aggregazioni transnazionali, attraverso cessioni di asset strategici e altamente redditizi, come è già avvenuto con Pioneer e Fineco, la vendita del patrimonio d’arte della Banca e continuando a chiudere filiali ed a tagliare in maniera indistinta sui costi del personale. Iniziative di questo tipo non sono un buon segnale in termini di visione prospettica sul nostro Paese, e anche questo è inammissibile. Il Sindacato tutto non accetterà misure draconiane e reagirà in modo compatto”.
Non si può continuare ad abbandonare i territori, a disancorare del tutto le politiche del gruppo dall’economia reale e dal tessuto produttivo locale, a generare esuberi di personale” spiega il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, che lamenta anche “che così si danneggia l’economia di un Paese invece di sostenerla”.
“Le eventuali nuove cessioni di crediti deteriorati dovranno essere definite salvaguardando i posti di lavoro e, in ogni caso, garantendo il contratto del credito e l’area contrattuale per chi ci lavora, e devono mirare al recupero socialmente sostenibile degli stessi crediti” chiarisce Contrasto affrontando uno dei temi caldi anche della trattativa del rinnovo del CCNL del credito che il Sindacato, proprio in questi giorni, affronta con ABI.
“Infine – prosegue Contrasto – UNICREDIT deve imparare a rispettare gli impegni assunti nei confronti dei propri Dipendenti e del mercato. Nel precedente “piano” la Banca si era infatti impegnata a realizzare importanti investimenti informatici e ad implementare nuove e più efficaci procedure di sportello e di gestione che avrebbero dovuto migliorare la qualità del servizio. Al contrario, ad oggi le Lavoratrici ed i Lavoratori operano in un ambiente oggettivamente peggiore, con tantissime Risorse in meno e caratterizzato da sempre più elevate pressioni alla vendita, registrando, conseguentemente, anche un sempre maggiore malcontento della clientela”.

scarica il pdf