Banca Popolare Bari : Se questo è un piano!

Banca Popolare di Bari

Dopo che gli organi di stampa hanno potuto “misteriosamente” anticipare i dati inseriti in quel “Piano di efficientamento e riorganizzazione” che i Commissari della Banca Popolare di Bari hanno inviato alle OOSS il 20 aprile scorso e proprio mentre dell’annunciato Piano Industriale si sono andate a perdere le tracce lasciando il posto a una documentazione capace di esprimersi solo ed esclusivamente attraverso il taglio dei costi del Personale, le scriventi Organizzazioni Sindacali non possono in alcun modo accettarne i contenuti.
Dopo avere sbandierato solo a parole una seria discontinuità rispetto agli errori ed alla cattiva gestione della Famiglia accompagnata e circondata da un management colpevole ed inadeguato (sul quale si attendono ancora le conseguenti valutazioni), dopo aver spostato artatamente in questi mesi lavorazioni tra le varie sedi delle D.G. senza alcun confronto sindacale, quello che ci viene presentato oggi è la più fallimentare ed obsoleta ricetta con cui la storia del nostro Paese e del Mezzogiorno in particolare si trova a confrontarsi ogni volta che si devono affrontare questi problemi:

• 900 esuberi (600 in rete, 300 in direzione)
• 510 risorse destinate alla mobilità territoriale e/o riconversione professionale
• Chiusura di 94 filiali (su 291)
• Esternalizzazioni di molte attività
• Rivisitazione della contrattazione integrativa ed intervento sulla previdenza complementare

Sembrerebbe al momento esclusa dalla trattativa la Cassa di Risparmio di Orvieto, per la quale si continuano ad ipotizzare presunti tentativi di dismissione; conseguenza diretta è che il numero dei dipendenti interessati al processo proposto è di 2.642.
Per le OO.SS. non può essere e non sarà questa la base di partenza della trattativa , perché dietro allo snocciolare dei gelidi numeri ci sono i volti e le storie delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca Popolare di Bari; il Sindacato e’ e sarà sempre in prima linea per difendere le persone,i colleghi e la clientela, oltre ai territori devastati negli ultimi anni.
Non saranno accettati tagli indiscriminati e nemmeno riduzioni del Personale che non prevedano il ricorso a strumenti previsti nel nostro settore, fermo restando il requisito della volontarietà.
Vogliamo un progetto credibile perchè non è pensabile che le lavoratrici ed i lavoratori possano essere immaginati all’interno di un contenitore senza alcun progetto e senza futuro; è inaccettabile, specie nell’ottica della pubblicizzata mission di Banca al servizio del Mezzogiorno, recidere il forte legame con i territori, riducendo in modo miope e definitivo il numero delle filiali.
Non ci sottrarremo al confronto, sicuramente duro, perché come anche la recente tragedia di tutto il Paese insegna con il Covid 19 è giunto il momento di rimettere al centro la persona.
Diciamo basta a giochi di potere che calpestano i diritti e la dignità delle persone coinvolte.
Questa proposta non può quindi essere assolutamente accettata da lavoratrici e lavoratori in quanto non tiene conto delle responsabilità del disastro in cui versa la banca, delle politiche europee di investimento per il rilancio e il riallineamento del Meridione d’Italia al resto del Paese, nè tantomeno dei sacrifici che abbiamo fin qui profuso; inoltre non delinea le politiche strategiche future (se esistenti), non è accompagnata da un Piano Industriale e restituisce un futuro pieno di incognite, incertezze e possibili ulteriori gravi ripercussioni a venire sul Personale BPB.

Bari, 27 Aprile 2020

Le Segreterie di Coordinamento/Rsa
Gruppo Banca Popolare di Bari
Fabi – First/Cisl – Fisac/Cgil – Uilca – Unisin

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