Contrasto: “Il recupero Npl va gestito all’interno delle banche”

Emilio Contrasto

Le strutture esterne specializzate hanno interesse al “poco, maledetto e subito”

(Adnkronos) Le agevolazioni fiscali introdotte sulle partite di crediti deteriorati cedute alle struttura esterne “vanno a favorire processi di aggregazione tra le aziende di credito per massimizzare e ottimizzare questo genere di benefici.

Se questo deve essere il binario, che il governo Draghi continui su questo percorso per migliorarne gli aspetti. Noi come sindacato vorremmo però analizzare e valutare un percorso che permetta la gestione di queste partite non all’esterno ma all’interno delle stesse banche”. Lo dice Emilio Contrasto, segretario generale di Unisin Confsal, nel corso dell’evento ‘Idee per una finanza sostenibile’ organizzato da Fisac Cgil.
Come ricorda Contrasto, nel settore bancario “sono stati ceduti circa 15 miliardi di crediti in funzione di queste agevolazioni, che hanno determinato un credito di imposta per 800 milioni di euro”. Ma, insiste il leader sindacale, “la gestione delle partite di Npl e Utp all’interno delle banche nel tempo ha sempre dimostrato che esiste una sorta di legame funzionale tra la banca e il cliente, tale da consentire il recupero senza un trauma. E’ diverso il ragionamento – continua Contrasto – nel momento in cui affidiamo queste partite a struttura specializzate che hanno tutto l’interesse al ‘poco, maledetto e subito’, ad avere il più possibile immediatamente”. E questo, evidenzia, è un aspetto “dalla valenza sociale” perché quando si parla di crediti deteriorati “spesso dimentichiamo che dietro ci sono delle persone che magari possono essersi trovate in difficoltà legate a situazioni contingenti, a elementi che non sono dipesi dalla loro volontà, come le famiglie che hanno perso il lavoro o le imprese che si sono trovate a gestire con la pandemia situazioni non assolutamente previste”.
Per noi, spiega ancora il leader di Unisin, “la gestione dei crediti come avvenuta fino a oggi, anche attraverso una esternalizzazione rispetto ai bilanci e quindi agli attivi delle banche, è un problema. Il fatto di dover procedere in qualche modo alla cessione di Npl e Utp” ha fatto sì che siano stati ceduti “a valori probabilmente non reali o che non rispecchiano l’effettiva capacità di un recupero di quelle partite nel momento in cui si sarebbero potute gestire all’interno delle stesse banche” conclude.

(notizia AdnKronos)